TROPPE NUBI SUL 2011: CONVIENE STARE ALL'ERTA
È troppo presto per pensare che il 2011 sarà un anno di navigazione serena per economia e finanza: troppe incognite affollano ancora il cielo europeo e mondiale, anche se le opinioni divergono sull'impatto che questo potrebbe avere sulla congiuntura elvetica.
"I problemi dei debiti sovrani di molti Paesi europei avranno un impatto negativo e difficilmente quantificabile", dice Giorgio Formidali della finanziaria Anderfin di Lugano. "Il consiglio è di essere ancora molto guardinghi negli investimenti e, se é il caso, rimanere ancora liquidi".
Guarda invece al segreto bancario Andrea Zanni, con fiduciaria a Bré sopra Lugano: "Visto che Austria e Lussemburgo, dopo l'accordo all'interno dell' Unione europea, vanno verso uno scambio automatico di informazioni, la Svizzera potrebbe essere avvantaggiata. Naturalmente è solo una ipotesi, poi bisogna vedere cosa succederà. Certo, rispetto agli anni passati, con la tempesta Tremonti e le strette dei Paesi confinanti, sicuramente potrebbe andare meglio".
Di diverso avviso, guardando all'edilizia, Alberto Del Rocino di Apelco, con sede ad Agno: "Non subito, ma io vedo dei rischi per il settore immobiliare qui in Ticino, che potrebbero avere conseguenze anche sul resto dell'economia".
Certo non avrà un impatto positivo il dato reso noto da Creditreform: nei primi nove mesi del 2010 i fallimenti totali hanno raggiunto quota 8.839, con una crescita dell'8,1%. È un fenomeno dovuto in parte a una modifica legislativa che ha fatto emergere una parte di aziende mai cancellate, ma il fatto che anche le insolvenze siano in aumento dà il senso di una situazione non certo positiva. Inoltre, anche le nuove iscrizioni di imprese hanno registrato un calo.
Un cauto ottimismo arriva invece dalla Camera di Commercio ticinese che vede il prossimo anno in modo "abbastanza positivo ed in linea con quanto previsto per le altre regioni elvetiche, ma senza nessuna euforia".
Sensazioni e previsioni che ben si accordano con quanto registra ogni mese il barometro dell'istituto Kof, che a ottobre e novembre ha visto un calo del proprio indicatore, dopo alcuni mesi positivi: la conferma che la situazione non è ancora stabile e deve consolidarsi.
Per essere ottimisti bisogna quindi guardare all'analisi degli esperti di BakBasel, che hanno ancora ritoccato al rialzo le previsioni di crescita dell'economia svizzera per il 2011: il prossimo anno dovrebbe progredire dell'1,7%, invece del 1,4% previsto in precedenza. Si tratta comunque di un rallentamento rispetto al rimbalzo del 2010, che ha registrato un +2,7%.
"Penso che sentiremo i riflessi della crisi di diversi Paesi europei. Da questo dipenderà il futuro: sapranno o no risolvere il problema dei loro debiti? Altro aspetto è che gli Stati stanno stampando tanti, troppi soldi senza produrre reddito, ricchezza e occupazione. Abbiamo un' enorme liquidità e tanti debiti attorno e nasce il rischio di una ripresa dell'inflazione", osserva Martin Pieper, con fiduciaria a Lugano.
"Le nubi sono più indietro che davanti, ma c'è bisogno di prudenza", sottolinea invece Umberto Vaninetti della Bv Fiduciaria di Melide. "Nel 2011 potrebbe cominciare il bel tempo, ma l'equilibrio resta ancora fragile. Una certa ripresa si è già notata, ora dobbiamo attendere che si consolidi".
"L'unica salvezza sono i piccoli imprenditori", conclude Alen Noser della Benefid di Sala Capriasca. "In questa fase difficile sono loro, con capacità e flessibilità, che potrebbero avere un ruolo chiave, soprattutto per la ripresa dell'economia locale". ( Fonte: www.caffe.ch)
Autore: vcaratto@caffe.ch