The Observer: «Se il trader di UBS fosse stato di RBS...»

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201106/ubs.jpgHa destato scandalo il caso del colosso bancario svizzero UBS, che ha subito perdite pari a 2,3 miliardi di dollari a causa delle transazioni azionarie non autorizzate effettuate dal trader Kweku Abodoli. Un editoriale pubblicato sul settimanale britannico The Observer solleva una domanda provocatoria: cosa sarebbe successo se a trovarsi nella stessa situazione fosse stata Royal Bank of Scotland?

 

Il Ceo dell'istituto svizzero, Oswald Grübel, si è difeso con forza, affermando che gli episodi disonesti sono impossibili da scongiurare del tutto. E che le perdite, seppur pesanti, non intaccano «la solidità di base dell'azienda». Secondo l'editoriale, però, la solidità di una banca non si misura solo in termini di livelli di capitalizzazione (che, nel caso delle banche svizzere, non destano preoccupazioni) ma anche in termini di reputazione.

 

Se un episodio del genere fosse successo a RBS, l'auto-assoluzione da parte del management non sarebbe bastata a scongiurare le conseguenze disastrose dell'accaduto. E questo, secondo il settimanale britannico, accadrà a UBS. Già la crisi-subprime del 2008 aveva avuto effetti pesantissimi, rappresentando una sorta di “ultima chance” per la banca d'affari. A questo punto le autorità svizzere potrebbero obbligare Grübel a dismettere la divisione d'investimenti, o almeno la parte che si occupa del trading azionario. E, se non lo faranno le autorità, sarà il mercato a spingere in tale direzione. Le perdite record dovute alla truffa interna, infatti, probabilmente intaccheranno anche i sostanziosi bonus dei dirigenti. Quelli di maggior spicco, dunque, non avranno scrupoli a rivolgersi alla concorrenza. ( Fonte: www.valori.it)

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