Tennessee. I dipendenti della Volkswagen non vogliono il sindacato

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/W_1392531816.jpgDurissimo colpo per il sindacato dell'auto in America. Lo United Automobile Workers - associazione basata a Detroit, patria dell'auto "made in Usa", e che rappresenta gran parte dei lavoratori di Gm, Ford e Chrysler - è stato infatti clamorosamente sconfitto nello stabilimento Wolkswagen di Chattanooga, in Tennessee.

Fallendo così nell'obiettivo di organizzare per la prima volta nella sua storia i lavoratori di una casa automobilistica straniera.

La maggioranza dei 1.550 dipendenti dell'impianto della casa tedesca ha infatti votato contro l'accordo che prevedeva di affidare la rappresentanza ufficiale dei lavoratori al sindacato guidato dal 2010 da Bob King. Si tratta di una sconfitta resa ancor più amara - scrive il Wall Street Journal - dal fatto che lo Uaw godeva del forte appoggio degli stessi vertici della Volkswagen, nonchè del sostegno del potentissimo IG Metall, il sindacato tedesco dei metalmeccanici.

I responsabili dell'azienda si erano spesi senza risparmio di forze nelle ultime settimane per esportare negli Usa, grazie all'appoggio dello Uaw, il modello del "consiglio dei lavoratori" vincente negli altri stabilimenti Volkswagen in Germania e nel mondo. Ma gli oppositori - attraverso una battaglia condotta soprattutto sul web e sui social media - hanno ottenuto una vittoria inattesa e sorprendente, puntando il dito soprattutto su una clausola dell'intesa tra Volkswagen e Uaw: quella - spiegano - grazie alla quale di fatto il sindacato prendeva l'inaccettabile impegno di tenere il livello dei salari dei lavoratori di Chattanooga ben distante da quello dei lavoraori delle tre big di Detroit.

Un'accusa che lo Uaw respinge con forza, parlando in "interferenze politiche esterne" che hanno determinato il risultato finale.

Fatto sta che la vicenda getta un'ombra sul futuro dello Uaw, uno dei protagonisti indiscussi degli accordi che hanno permesso all'industria americana dell'auto di riprendersi dalla terribile crisi degli anni scorsi.

Come sottolinea ancora il Wall Street Journal, da anni oramai lo Uaw soffre di un calo costante degli iscritti (passati dal milione di trent'anni fa ai circa 400 mila di oggi) e di una perdita di consensi e di influenza senza precedenti. Per King, poi, si tratta di una sconfitta anche personale.

La sua sfida infatti era quella di fare entrare lo Uaw in una casa automobilistica straniera prima della fine del suo mandato, il prossimo mese di giugno. A questo punto si può dire che la missione è fallita.

Fonte: www.americaoggi.info

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