Tasse, l’Italia è quarta in Europa - di Andrea Angelini

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1367257526.jpgSiamo i terzi in Europa per peso della pressione fiscale. Ci superano soltanto Belgio, Francia e Austria. Abbiamo appena superato la Finlandia. I dati della Banca d’Italia confermano la sensazione di cittadini e imprese sull’asfissiante invadenza delle tasse nella nostra vita. Nel 2012, affermano i dati di Via Nazionale, la pressione fiscale in Italia è salita dal 42,6% del 2011 al 44%. Un dato ben al di sopra della media dell'Unione europea che si attesta al 41,5% contro il 40,6% del 2011. Il Belgio vince, si fa per dire con il 47,1%, la Francia arranca con il 46,9% e l’Austria con il 44,2%. La Germania, vera locomotiva economica d’Europa, si è fermata al 40,5%.

Il governo promette che rimedierà e che al massimo entro settembre, si interverrà sul costo del lavoro. Si partirà dai giovani, prevedendo sgravi fiscali per le imprese che assumeranno. Si diminuiranno pure le tasse alle imprese per venire incontro alle richieste di Confindustria. I tecnici di Via XX Settembre lavoreranno pure ad agosto per trovare i capitoli di spesa della pubblica amministrazione sui quali tagliare per reperire nuove risorse. Si sta pensando anche a vendere una bella fetta del patrimonio immobiliare pubblico, ma con la crisi del mercato delle case si rischia di fare un buco nell’acqua o più semplicemente di operare una svendita. Si cercherà di intervenire sugli sprechi delle aziende municipalizzate e si chiederà alle amministrazioni locali di rinunciare a contratti d’affitto spesso onerosi e di trasferirsi in immobili di proprietà che attualmente non sono utilizzati. Infine, in applicazione del principio di equità, si dovrebbe intervenire sul sistema delle pensioni, introducendo un tetto a quelle che risultano troppo alte rispetto alla media nazionale o aumentandoci sopra le tasse. Tutto resta comunque a livello di ipotesi. Anche questa misura sulle pensioni, rischia di scontrarsi con il giudizio dei tribunali che potrebbero respingerla in base al principio della intangibilità dei diritti acquisiti.

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