" Tanto rumore per nulla" di David Bidussa
Nel 1952, in n uno dei suoi ultimi scritti, dal titolo La rivoluzione del ricco, Gaetano Salvemini descrive l’Italia dei primi anni dell’Unità. Quel quadro, vecchio di 150 anni, è una fotografia esatta del nostro oggi.
Scrive dunque Salvemini:
“La storia è fatta, non dalle maggioranze buone a niente, ma dalle maggioranze attive. La legittimità di queste sorge, se la loro opera riesce a vincere le difficoltà della creazione e della conservazione , e secondo che i liberi consensi, o almeno l’accettazione inerte, succedano alla rivolta o all’obbedienza imposta con la sola forza. Le minoranze che riescono a governare, vi riescono grazie a un plebiscito implicito, che si rinnova ogni giorno per il fatto stesso che nessuno le manda via. Mente i clericali-legittimisti condannavano il nuovo regime e si astenevano dalle elezioni, i costituzionali della destra e della sinistra si accusavano a vicenda di condurre la patria alla rovina; i repubblicani preannunciavano sempre imminente la rivoluzione politica ; e i socialisti anarchici garantivano a breve scadenza la rivoluzione sociale.
Ma l’esperienza dimostra che gli italiani non possono far nulla senza un gran rumore, e di regola fanno un gran rumore e non fanno nulla”.
Forse riusciamo ad arrivare al fine settimana senza particolari sorprese. ( Fonte: www.linkiesta.it- Blog)