" Tango e Cash a caccia di evasori " di Mauro Spignesi

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://new.caffe.ch/media/2012/12/19070_9_medium.jpgTango scodinzola attorno a un giovane giapponese con uno zaino nero. Lo annusa, davanti alla porta automatica delle partenze internazionali dell'aeroporto di Malpensa. Gli gira attorno, lo riannusa. Il suo conduttore, il brigadiere Mario Aceto, capisce subito. Tango si blocca, due agenti della Guardia di finanza s'avvicinano e accompagnano il passeggero ai controlli dentro l'ufficio. Falso allarme, nulla "d'importante" dentro il bagaglio. Alla stessa ora Cash gira attorno a un'auto che ha appena superato la dogana di Ponte Chiasso. Ficca il muso vicino ai pneumatici, s'avvicina al tappo del serbatoio. Anche in questo caso è falso allarme, l'auto può ripartire. Ma non sempre è così, perché Tango e Cash, splendidi fratelli Labrador di quasi 5 anni, fiutano a distanza l'odore dei soldi e hanno già rintracciato banconote per milioni e milioni.
"Per ora sono specializzati in euro, franchi svizzeri e sterline", spiega il maresciallo della Finanza Marco Barbani, l'istruttore dei due cani. È stato lui il primo a credere nell'impiego del "Cash dog" alle dogane e negli aeroporti, dopo che il colonnello Emilio Fiora,  in Inghilterra aveva visto all'opera i cani a caccia di banconote. Allora quest'attività, con trenta esemplari complessivamente, funzionava solo in Gran Bretagna, America e Israele. Robbie, uno springer spanier, arrivato in prestito dal porto di Dover, è stato il primo impiegato sulla frontiera italiana. E subito ha recuperato 200 mila euro e 40 mila dollari. "Poi noi siamo riusciti ad addestrare Cash e Tango, nel centro di Castiglione del lago, in provincia di Perugia", racconta ancora Barbani ormai ritenuto uno dei maggiori esperti in Europa in questa disciplina: "Servono quattro, cinque mesi di allenamento. Ma la preparazione non si ferma mai".
Ogni giorno alla frontiera è una sfida. Cane contro "spallone".
Solo sul fronte comasco nel 2012 sono stati intercettati, in 650 interventi, oltre 54 milioni di euro di valuta. Molti grazie al "Cash dog". Per evitare d'essere intercettatodal fiuto dei labrador, ormai chi deve far passare soldi s'inventa nuovi sistemi. Dai profumi, ai denari messi sotto vuoto spinto, sino ai rotoli di banconote nella biancheria intima delle donne (come è accaduto con una casalinga di Siena). Tempo fa a Brogeda, Zebin, cucciolona labrador già impegnata a Brogeda, arrivata dopo Cash e Tango, ha trovato 65 mila euro, appena prelevati in una banca di Lugano, nel reggiseno di una donna. Inutile anche il doppio fondo delle valigie: un quarantenne comasco è stato beccato a Bizzarone con oltre un milione in contanti. I cani "acchiappasoldi" hanno persino scoperto uno spazio creato riducendo il serbatoio della benzina dell'auto. Tango, che almeno una volta alla settimana viene portato a lavorare tra Dirinella e altre dogane del Varesotto, un anno fa è riuscito a scoprire un cingalese con 400 mila euro.
Perché i labrador? "Perché - risponde Barbani - sono giocherelloni, i bambini non hanno paura. Non incutono timore  come i pastori tedeschi e sono molto duttili e instancabili".
In media vengono effettuati un centinaio di controlli al giorno. "Oltre a reati valutari per somme non dichiarate che potrebbero essere frutto di riciclaggio o di altri illeciti, c'è il problema dei soldi che passano dogane e aeroporti per poi finire in zone sensibili, in particolare dell'Africa e dell'America latina, e alimentare il terrorismo", spiega il tenente Nicola Gazzilli, comandante del Nucleo operativo di Malpensa: "Ultimamente abbiamo notato un leggero aumento del denaro che rientra dalla Svizzera, e questo è probabilmente il segno della crisi". ( Dfonte: www.caffe.ch)
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Q@maurospignesi

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