Svezia, contrasti fra governo e banche
Il governo svedese vuole accelerare i tempi sulle garanzie richieste agli istituti di credito, che, da parte loro, passano al contrattacco. Proprio per oggi al parlamento di Stoccolma è previsto un confronto, che si preannuncia molto acceso, tra il governatore della banca centrale Stefan Ingves e i ministri Anders Borg (Finanze) e Peter Norman (Mercati Finanziari).
Le banche svedesi attualmente si trovano in una fase di ripresa dopo il tracollo - avvenuto nel 2009 - del settore immobiliare nella regione del Baltico, dove sono fortemente esposte. Basti pensare che l'economia della Lettonia cresceva al ritmo del 12% annuo nel 2006 e tre anni dopo ha subito un tracollo del 18%. È stata questa congiuntura a scatenare un deprezzamento della corona svedese rispetto all'euro che, fra l'agosto 2008 e il marzo 2009, è stato pari al 22%. In un simile panorama, gli istituti di credito, a detta di Borg, si stanno assumendo rischi notevoli: quindi si propone di adottare la linea dura sui requisiti di capitalizzazione, anticipando i tempi rispetto alla scadenza fissata da Basilea per il 2019 e operando una distinzione che imporrebbe alle banche principali di seguire canoni più stringenti rispetto a quelle più piccole. D'altra parte, gli istituti di credito nordici sono già abbondantemente in linea con i criteri di Basilea, che impongono un Tier-1 ratio pari al 7% del totale delle attività. Nordea infatti raggiunge infatti il 10,3%, Svenska Handelsbanken il 13,8%, SEA AB del 12,2% e Swedbank il 13,9%.
Dall'altro lato, i banchieri lanciano l'allarme sui rischi derivanti da norme che andrebbero a minare la concorrenza. Infatti, a detta loro, se le regioni nordiche si muovessero prima rispetto al resto d'Europa, gli investitori non farebbero altro che deviare altrove i propri capitali. Così facendo, le banche otterrebbero meno profitti, influendo negativamente sul pil dell'intera nazione. ( Fonte: www.valori.it)