Stati Uniti, i lobbisti alle banche: «Screditiamo Occupy Wall Street»
Un gruppo di lobbisti americani, legati alle grandi banche del Paese, ha proposto agli istituti di credito un’azione “frontale” contro gli attivisti di Occupay Wall Street e contro gli uomini politici che ne stanno appoggiando le rivendicazioni. A riportarlo è stata nel corso del weekend l’emittente televisiva statunitense MNSBC, che ha citato un memo di quattro pagine, firmato dalla società Clark Lytle Geduldig & Cranford di Washington. L’azienda ha infatti proposto all’Associazione dei banchieri americani (ABA) di avviare una vera e propria attività di ricerca su OWS, al fine di «costruire un’immagine negativa» degli appartenenti al movimento, che dovrebbe poi essere «veicolata dai media». Un piano che comprende sia la compilazione di dossier ad hoc per screditare le persone che protestano contro la finanza da “casinò”, sia il monitoraggio dei loro canali di comunicazione, a cominciare dai social network. Il tutto con un mega-investimento di 850 mila dollari (per i quali, soprattutto in tempi di crisi, si potrebbe scegliere senz’altro una destinazione più utile). Il memo se la prende in particolare con alcuni membri del partito democratico, rei di «discutere apertamente» dell’opportunità di appoggiare con decisione gli attivisti. Se lo facessero, ritengono i lobbisti, «ciò potrebbe provocare un impatto molto pesante, e per un periodo molto lungo, sulle compagnie finanziarie». Una miscela che potrebbe diventare, aggiunge CLGC «esplosiva» quando i media parleranno nuovamente dei «bonus che saranno concessi ai dipendenti delle grandi banche, e li opporranno alle storie di milioni di americani che si ritrovano senza i dollari necessari per andare avanti». Il tutto ad un anno dalle elezioni: OWS potrebbe costituire uno dei centri nevralgici dello scontro tra i partiti per le presidenziali. ( Fonte: www.valori.it)