SocGen si impone una “carbon-tax”. Ma i dubbi restano
Société Générale ha deciso di imporre su tutte le sue attività un meccanismo che verifica il quantitativo di CO2 direttamente generata tramite i sistemi informatici, gli uffici e gli spostamenti dei dipendenti. L’istituto di credito francese - riporta il quotidiano economico Les Echos - ha fatto sapere di aver acquistato l’equivalente di 208 mila tonnellate di CO2, con i quali saranno finanziati all’estero alcuni progetti legati all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili.
Secondo Emmanuel Martinez, responsabile ambientale del gruppo, ciò «equivale ad una carbon-tax interna», che il board ha deciso di integrare nella propria gestione. Contemporaneamente, SocGen ha dichiarato di voler cercare di limitare il quantitativo di emissioni inquinanti prodotte: per il 2012 l’obiettivo è stato fissato ad un -11%.
Ma per un ragionamento complessivo occorrerebbe verificare anche l’impronta ecologica degli investimenti effettuati dalla banca: numerosi studi indicano l’istituto come uno dei peggiori del mondo da questo punto di vista. ( Fonte: www.valori.it)