Snam Rete Gas, ha più autonomia separazione funzionale dall'Eni
L'assemblea di Snam Rete Gas vara la separazione funzionale delle attività di trasporto per ridurre, in ossequio alle prescrizioni dell'Unione Europea, l'influenza sulle reti dell'Eni, azionista di controllo del gruppo di gasdotti e operatore dominante della filiera del gas in Italia.
L'assemblea ha votato a favore del conferimento delle attività di trasporto, dispacciamento, telecontrollo e misura del gas in una società controllata al 100%, Snam Trasporto, che a partire dal primo gennaio 2012 assumerà la denominazione di Snam Rete Gas e che resterà, insieme alle altre società operative, sotto l'ombrello della capogruppo quotata, la cui denominazione diventerà semplicemente Snam.
A guidare la "nuova" Snam Rete Gas sarà un board di cinque persone, che verrà nominato oggi, composto per la maggioranza da indipendenti. «La direttiva europea imponeva che fossero solo due su cinque, noi faremo in modo che siano tre», ha detto Carlo Malacarne, amministratore delegato di Snam. Per rendere più visibile la distanza dall'azionista Eni, il gestore delle reti adotterà un nuovo marchio, ispirato a quello storico degli anni '40, da cui scompariranno sia il Cane a Sei Zampe sia il colore giallo che fa da sfondo al brand Eni. Le regole di corporate governance adottate, su cui sorveglieranno anche l'Antitrust e l'Autorità per l'Energia, dovranno garantire l'indipendenza decisionale e funzionale dall'Eni.
La delibera di ieri segue la scelta fatta dal governo italiano nel marzo scorso quando, di fronte alle opzioni offerte dal "terzo pacchetto energia" della Ue, percorse la strada della separazione funzionale (adottata anche da Germania e Francia). La più morbida delle tre soluzioni proposte dalla Ue per ridurre l'influenza degli operatori integrati sulla gestione della rete – le altre sono rappresentate dalla separazione proprietaria (scelta da Spagna e Inghilterra) e dall'affidamento a un terzo della gestione – e come tale duramente criticata dal precedente presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis, fautore della separazione proprietaria, giudicata «preferibile» anche dal suo successore Guido Bortoni.
Al di là delle modalità di realizzazione nei diversi Paesi europei, la separazione tra gestori e operatori del gas stimolerà il risiko del settore. «Gli operatori integrati, come Gdf e Rwe, potrebbero non avere in futuro l'interesse a mantenere la rete» ha spiegato Malacarne.(r.e.)( Fonte: www.gazzettadelsud.it)