Silvio Berlusconi può davvero finire in carcere?
Per Silvio Berlusconi l'orizzonte si fa sempre più cupo. Era riuscito a resuscitare il suo partito e la sua personale carriera politica durante la campagna elettorale, ma a urne chiuse è invece arrivata una serie di mazzate; il processo Ruby avanza e si avvicina la requisitoria del pm Ilda Boccassini; è esploso il Caso De Gregorio e la procura di Napoli che indaga ha chiesto che si vada a giudizio immediato; la condanna per rivelazione di segreto d'ufficio è arrivata e a marzo potrebbe essere confermata in appello quella per il processo sui diritti tv; l'uveite non dà tregua; circola un appello che sostiene che il Cavaliere sia già oggi ineleggibile al Parlamento e come se non bastasse arriva la notizia che la Procura di Napoli sarebbe sul punto di fare al Parlamento una richiesta d'arresto nei confronti del Cavaliere. Tempi duri. Il nuovo Parlamento e la richiesta d'arresto. Tempi duri soprattutto perché se la richiesta d'arresto davvero arrivasse, a votarla non sarebbe più il Parlamento balcanizzato della scorsa legislatura, ma un Parlamento che tra deputati e senatori di Pd e Movimento 5 Stelle ha una maggioranza decisamente antiberlusconiana e giustizialista. E l'M5S ha già cominciato a sfidare il Partito Democratico sul terreno della giustizia: "Noi voteremo sì, sia alla richiesta di arresto che sulla ineleggibilità di Berlusconi", ha fatto sapere Vito Crimi, il capogruppo al Senato. E il Pd? Per il momento tace, bisogna prima aspettare di capire cosa succede in ottica governativa. E soprattutto non contribuire ad avvelenare ulteriormente un clima che si sta facendo pesantissimo, dopo la marcia sul Tribunale di Milano dei deputati Pdl e il nervosismo di Napolitano.
Il caso De Gregorio. Ma più che sulla ineleggibilità, la questione che al momento preme al Cavaliere, e che gli sta facendo passare notti insonni, è la possibilità che la procura di Napoli faccia una richiesta d'arresto. Ma è possibile? Silvio Berlusconi rischia davvero di finire in carcere? Ricapitoliamo. Il "caso De Gregorio" sul quale si sta indagando in Campania riguarda la presunta corruzione - tre milioni di euro - per far passare dalla parte del Pdl il parlamentare in quota Idv Sergio De Gregorio, che infatti non appena insediatosi passò alla corte di Berlusconi. L'obiettivo era far cadere il secondo Governo Prodi, eletto nel 2006 e che si basava su una maggioranza risicatissima. Per il momento, però, la procura ha "solo" fatto richiesta di giudizio immediato, cioè di poter andare subito al cuore del processo, accelerando i tempi. Quando un pm chiede questa procedura, di solito è perché c'è la cosiddetta "evidenza della prova". Il giudice ha tempo cinque giorni per accettare o respingere la richiesta.
Tutto in regola? C'è un dubbio, però, sulla correttezza della richiesta di giudizio immediato fatta dalla procura, a cui gli avvocati di Berlusconi sperano di potersi aggrappare. Secondo la legge, l'imputato deve essere interrogato prima che si faccia richiesta, oppure deve essere stato invitato e non essersi presentato. E nel caso di Berlusconi? L’interrogatorio del Cavaliere era stato fissato per il 5 marzo, in prima convocazione, oppure il 7 o il 9. L’articolo 453 del codice di procedura penale impone di sentire l’indagato prima della richiesta di giudizio immediato. Berlusconi ha fatto sapere che sarebbe stato disponibile per il 15 marzo, ma ancora prima è stata recapitata la richiesta al giudice. Quindi, tutto da annullare. Hanno ragione gli avvocati del Cavaliere? Lo deciderà il giudice, che ha ancora quattro giorni di tempo per decidere.
Fonte: http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/122558