Se il virus nel computer lo piazza lo Stato?
Entrato ormai nella mitologia hacker, il collettivo Chaos Computer Club (CCC) di Berlino ha annunciato di aver scoperto un “trojan di Stato”, un applicativo che viene inserito nelle falle di Windows per raccogliere informazioni sugli utenti e che rigirerebbe i dati in automatico a centrali legate agli apparati di Sicurezza tedeschi.
Backdoor: W32/R2D2. A, questo il nome del malware, è in grado di aprire una porta in Windows attraverso cui far fuoriuscire i dati catturati all’utente, inclusa la lista di siti visitati, registrare le chiamate via Skype e gran parte delle attività svolte al computer.
Secondo Chaos Computer il trojan è sicuramente opera di apparati di Sicurezza tedeschi, versione ovviamente complessa da dimostrare e che al momento resta in attesa di maggiori prove.
L’esistenza del malware è stata intanto confermata dalle aziende che producono software antivirus che hanno inserito Backdoor:W32/R2D2.A nella black list.
Anche in Italia recentemente si è assistito a una clamorosa indagine su un faccendiere di altissimo livello, Luigi Bisignani, intercettato per settimane da una Procura italiana grazie all’installazione di un trojan inviato come allegato ad una e-mail.
Le intercettazioni hanno consentito di disegnare un’inedita mappa del potere in Italia. L’esistenza del trojan “Querela”, in questo caso, è stata confermata e spiegata dagli inquirenti.
A cura di Francesco Carcano
Fonte: www.valori.it