" Se guadagni 90mila euro è più facile che fai la rivoluzione" di Carlo Nicotera
Due notizie, una riflessione e un paradosso che forse non è tale.
Prima notizia - Arrestati sei napoletani dopo una rissa con coltelli per futili motivi al Club Mediterranée di Otranto. Cinque degli arrestati sono disoccupati. Calcolando che una settimana in alta stagione al Med costa facilmente più di mille euro, viene da chiedersi da dove venissero i soldini per questa bella vacanza (una settimana? due? o addittura tre?...).
Seconda notizia - Non è nuova, ma se ne discute e se ne discuterà nei prossimi giorni e quindi è attuale: prelievo di "solidarietà" del 5% - per tre anni - per i redditi oltre i 90mila euro e del 10% oltre i 150mila.
La riflessione - Mi immedesimo nella borghesia medio-medio alta di lavoratori dipendenti che subirà impotente il prelievo. E mi domando se nei confronti di questa fascia di persone, e di ciò che essa rappresenta in questo Paese, ci sia mai stato un atteggiamento di "solidarietà" in rapporto al lavoro che svolge o ai sacrifici che fa o all'impegno di civiltà che propone nell'esercizio della propria cittadinanza.
Per esempio, ho calcolato per grandi linee (con l'accetta) che in media un figlio di un nucleo con questo reddito, di circa 25 anni, che abbia fatto studi liceali e universitari e che abbia avuto la fortuna di sapere e capire che si sta in Europa e in un mondo cosmopolita e che quindi ha studiato almeno una lingua e fatto qualche viaggio, è costato (calcolando dai 5 ai 25 anni anche la quota-parte di impegno della famiglia, cibo, affitto o mutuo, riscaldamento, vacanze e vacanze di studio, abiti, viaggi, tasse scolastiche e universitarie, libri, corsi di lingua, divertimenti e magari studi fuori sede ecc. ecc.) a dir poco 10mila euro all'anno. Che per venti di un buon corso di studio fanno 200mila euro. E che non sono serviti a niente perché quel giovane non ha futuro, speranza di lavoro a tempo indeterminato, chance di progettare un percorso professionale organico, borghese se si vuole, ma onesto, equo e animato da ottimismo e speranza, come sarebbe giusto a quell'età.
Di questi tempi - tanto per fare un quadro d'insieme - è difficile che quello stesso giovane possa fare una vacanza piena di due settimane al ClubMed. Cosa invece consentita (abbiamo visto) a chi a parità di età, usufruisce dei vantaggi di una economia - diciamo così - sommersa, "parallela" o, probabilmente, illegale.
In una intervista (pubblicata sul Mattino del 15 agosto) il direttore del Censis, Giuseppe Roma, avverte e spiega come e perché «cresce il vento della rivolta sociale»...
A questo punto la domanda: è più facile che la rivolta sia appannaggio di quei giovani disoccupati che si divertivano con i coltelli al ClubMed? O dei giovani cresciuti nel segno e nel senso dell'impegno e del lavoro e che sono traditi da questo Paese? E più facile che la rivolta sia frutto del movimento di migliaia di evasori fiscali stufi di poter rubare impunemente alla collettività? O che si muovano invece, vicino ai giovani medio borghesi, operai che perdono diritti e famiglie che non solo non riescono a mandare i figli a studiare, ma che non arrivano a fine mese? Il simbolico "forcone" della rivolta e della protesta e della rabbia, sarà imbracciato dai clan che riciclano denaro incassato con l'usura che dilaga perché le banche non fanno più crediti alle piccole aziende? O piuttosto dai ricercatori laureati con 110 e lode, pubblicazione della tesi e dottorato di ricerca vinto, che non avendo futuro e fondi si sono riciclati in mille lavori che nulla hanno a che vedere con gli studi della passione e dei sogni? E vogliamo parlare della disillusione (e della rabbia) di chi ha tanto faticato per portare un figlio a quel traguardo svanito, e che oggi è salassato per "solidarietà" a un Paese in larga parte truffaldino?
E' un paradosso.
Ma lo è davvero in una Italia divisa tra chi non ride più e chi invece sogghigna impunito? ( Fonte: http://www.ilmattino.it/home_blog.php?blg=P&idb=1128&idaut=24)