Rischio carbonifero, la Bank of England promette un incontro
La Bank of England si è accordata per un incontro con investitori e lobbies, che si terrà il mese prossimo, per discutere sull'eventualità che il cambiamento climatico metta a rischio la stabilità dei mercati finanziari. Si sta inoltre facendo pressione, sullo stesso tema, sul presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. La notizia è riportata dal sito environmental-finance.com. La richiesta di muoversi in tal senso era arrivata nel mese di gennaio. Una coalizione di investitori, accademici e gruppi ambientalisti aveva infatti scritto una lettera al governatore della banca centrale, Mervyn King. Lo si esortava a studiare la possibilità che l’esposizione nei confronti dell’industria carbonifera possa mettere a rischio la stabilità finanziaria del Regno Unito e la crescita economica sul lungo periodo. Il settore carbonifero, hanno fatto sapere i promotori dell'iniziativa, è sovra-rappresentato: quasi esclusivamente su di esso sono concentrate «cinque delle dieci più importanti compagnie quotate nell’indice FTSE 100», che da sole valgono circa «il 25% dell’intero valore di mercato dello stesso indice. Senza considerare i prestiti bancari e le scelte strategiche degli investitori istituzionali».
King, in risposta, ha fatto sapere che c’è spazio per «un’ulteriore valutazione di tali istanze» e ha elencato tre criteri secondo i quali l’esposizione all’industria carbonifera può essere considerata una minaccia. Oggi è stato inoltre reso noto che ha accordato un incontro per il mese di aprile. Parteciperanno i rappresentanti di società finanziarie (Aviva Investors, Climate Change Capital e HSBC) e Ong (Carbon Tracker e E3G). Il 27 marzo si terrà una tavola rotonda preparatoria per discutere su quali siano gli elementi del rischio climatico che attualmente non godono di considerazione adeguata.
Il gruppo promotore dell'iniziativa ha inoltre scritto una lettera a Mario Draghi, per sollevare l'attenzione sul fatto che «la profondità e l'ampiezza della nostra esposizione finanziaria collettiva verso investimenti legati al carbone o all'industria estrattiva, e insostenibili a livello ambientale, potrebbe diventare un problema fondamentale nell'arco della transizione verso un'economia a basso uso di carbone». ( Fonte: www.valori.it)