Rischi sistemici, Bernanke: «Ancora molto lavoro da fare»
Il presidente della banca centrale americana, Ben Bernanke, ha spiegato ieri che lo sforzo per comprendere pienamente quali siano i “rischi sistemici” presenti sul mercato non è stato completato. E che essi costituiscono ancora una delle principali preoccupazioni per le autorità deputate al controllo dei mercati finanziari.
«Resta ancora molto lavoro da fare - ha dichiarato il numero uno della Federal Reserve in un discorso tenuto a Chicago - soprattutto per comprendere quali siano le fonti delle attività che mettono in pericolo l’intero sistema. A quel punto, poi, dovremo essere in grado di mettere a punto dei sistemi di sorveglianza migliori rispetto a quelli adottati in passato». Nonostante gli sforzi profusi dal 2008 ad oggi, infatti, risulta ancora difficile comprendere a pieno quali siano i fattori che, potenzialmente, sono in grado di produrre ciò che è accaduto nel settembre di tre anni fa con il crollo della banca americana Lehman Brothers.
Ad oggi i regolatori internazionali si stanno concentrando su due tipologie di rischi sistemici. La prima ipotizza un fenomeno di reazione a catena nel caso in cui un importante istituto finanziario si riveli, più o meno improvvisamente, insolvente. Ciò, appunto in un effetto-domino, potrebbe portare nelle stesse condizioni altri soggetti legati ai suoi business. La seconda prevede invece un problema circoscritto ad un particolare mercato - come ad esempio nel caso attuale della crisi debitoria dell’Eurozona - che potenzialmente è capace di propagarsi anche ad altri comparti. Proprio per questo allo studio ci sono anche controlli da effettuare su scala macroeconomica, oltre a quelli ormai canonici sulla solidità finanziaria delle banche. ( Fonte: www.valori.it)