Rimborsi Imu, Berna gela Berlusconi - di Andrea Angelini
Un bel siluro elettorale è arrivato dalla Svizzera a Berlusconi. Se il Cavaliere aveva promesso che restituirà agli italiani i soldi versati per l’Imu grazie agli introiti dell’accordo con il governo di Berna, in via di perfezionamento, per tassare i capitali esportati illegalmente e giacenti nelle banche elvetiche, le autorità svizzere hanno negato che il suddetto accordo si trovi in dirittura finale. Di conseguenza, Berlusconi racconta balle che sa bene di non essere in grado di mantenere.
Il Ministro delle Finanze, rispondendo ad una lettera di una deputata socialista, evidentemente molto interessata alle dichiarazioni del leader del centrodestra, e alle sue ricadute in termini di consensi alle elezioni di domani, ha spiegato che una intesa in tempi brevi è fuori discussione e che comunque l’accordo bilaterale che si sta cercando di definire, farà vedere i suoi effetti soltanto nel 2015.
Berlusconi, da parte sua, aveva quantificato in 25-30 miliardi le risorse finanziarie che si sarebbero potute ottenere dalla tassazione dei fondi depositati in Svizzera di cittadini italiani che dovrebbero però restare anonimi agli occhi e alle orecchie del fisco italiano. Soldi più che sufficienti, aveva sostenuto, a restituire almeno i 4 miliardi di euro versati per l’Imu sulla prima casa. Una promessa fatta prima in televisione durante una delle tante tribune politiche. E poi ribadita in una lettera spedita a milioni di cittadini nella quale era contenuto anche una sorta di quasi modulo per richiedere il rimborso alla Agenzia delle Entrate. Una lettera che aveva suscitato l’indignazione dei partiti di sinistra ed una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma presentata dall’ex magistrato Antonio Ingroia ( ora candidato premier di Rivoluzione Civile) e da Gianfranco Mascia, candidato alla Regione Lazio.
Per i due esponenti di Rc nella lettera sul rimborso Imu si può ipotizzare il tentativo, da parte di Berlusconi, di operare un voto di scambio. Ipotesi quanto mai datata perché, da sempre, in campagna elettorale, tutti i politici, di destra e di sinistra, si esibiscono con promesse mirabolanti rivolte ai cittadini elettori all’insegna del farò questo e farò quell’altro. E allora, la riduzione dell’Imu promessa da Monti come deve essere interpretata? E la proposta di tassare i grandi patrimoni fatta dal PD non parla forse alla pancia e al portafoglio dei cittadini comuni che non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese? Insomma, perché si vota un partito piuttosto che un altro? La storia politica italiana non è stata forse sempre caratterizzata dai voti di scambio, tu mi voti e io ti trovo un posto di lavoro? In un’epoca che è caratterizzata dalla fine delle ideologie e dalla mancanza di idee, con i partiti che sono sbiadite fotocopie gli uni degli altri, perché stupirsi e indignarsi che Berlusconi porti alle sue estreme conseguenze un processo che è ormai è inarrestabile?
Fonte: www.rinascita.eu