Quella risorsa infinita che si chiama gioventù
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha appena rassicurato che le prossime tappe del suo governo mireranno alla crescita, e non saranno più chiesti sacrifici paragonabili a quelli della prima manovra appena varata. In conferenza stampa, ha riconosciuto una verità evidente, almeno per chi scrive in questo blog: la crescita è l’unica soluzione per dissipare i timori che ci hanno colto in questo travagliato 2011, e solo la liberazione delle energie intellettuali e economiche attraverso la tutela della concorrenza e la riforma del mercato del lavoro consentiranno di abbassare quegli ostacoli all’ingresso nel mercato che sono così deleteri per i giovani e per il ricambio generazionale. I giovani, la loro forza creativa e energia intellettuale sono, in effetti, l’unica risorsa a cui affidarsi quando le altre scarseggiano, come nel presente momento storico. Come ha scritto Piercamillo Falasca nella premessa al suo libro Terroni 2.0 appena uscito per i tipi della Rubbettino, “In una fase drammatica per l'Italia - alle prese con il declino economico e con una crisi di finanza pubblica frutto del deficit di credibilità coraggio della classe politica - l'unica chance di ripresa è un miglior utilizzo degli enormi giacimenti di capitale umano di cui il Paese dispone.” Se così è, bisognerà puntare i riflettori di nuovo su quel Mezzogiorno che dai tempi dell’Unità d’Italia è stata la croce e la delizia del nostro Stato. È lì infatti che continua a vivere una popolazione relativamente più giovane rispetto al centro e al nord, ed è lì dunque che vanno cercate e valorizzate come best practices le iniziative dei giovani che, partendo dalla loro identità intrisa anche di meridione, stanno riuscendo comunque a trovare un percorso di vita che è un investimento sul futuro loro e del paese (alcuni esempi di questa ardita e saggia gioventù sono proprio raccontati nel libro di Falasca). Se davvero la classe politica penserà a loro, come problema e insieme soluzione, avremo speranza di vedere una seconda manovra fatta di coraggio, ottimismo e crescita. Tenendo infatti a mente la loro critica situazione occupazionale, ma anche la loro forza che deriva dall’acquisizione di competenze rinnovate e da una flessibilità al cambiamento che le generazioni precedenti non hanno, si potrà comprendere davvero come i meccanismi di protezione, ammortizzazione e tutele ossificati nel nostro sistema economico-giuridico, checché ne dicano coloro che – sindacati in testa – pretendono di rappresentare i lavoratori, sono i veri nemici dello sviluppo e della crescita.
“Il genio è saggezza e gioventù” (Edgar Lee Master)
Autore: Serena Sileoni Fonte: www.linkiesta.it