" QUEL VENTURE CAPITAL CHE FA CRESCERE LE IMPRESE" DI ANNALISA CROCE E SAMUELE MURTINU
Politici, manager, gruppi industriali e bancari e istituzioni si interrogano su quale sarà la crescita economica dell’Europa a un anno dalla crisi. È interessante notare come i tassi di crescita non siano omogenei nei diversi Stati europei. Nel secondo trimestre del 2010, mediamente in entrambe le zone censite (EA16 e UE27), il Pil è aumentato dell'1,9 per cento rispetto allo scorso anno e dell'1 per cento rispetto al primo trimestre 2010. L'Italia presenta tassi di crescita inferiori, registrando un aumento dell'1,1 per cento rispetto allo scorso anno e dello 0,4 per cento rispetto al primo trimestre del 2010.(1)
LE IMPRESE AD ALTA TECNOLOGIA E IL VENTURE CAPITAL
Un ruolo fondamentale nell’economia degli stati avanzati è giocato dalle imprese operanti nei settori ad alta tecnologia. Sono in grado di aumentare l’efficienza dinamica del sistema economico, introdurre innovazioni nei mercati dei prodotti e dei servizi, contribuire alla crescita della produttività aggregata e, in ultima istanza, aumentare il benessere collettivo. La creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo, alla crescita e alla sopravvivenza di queste imprese diventa quindi prioritaria nell’agenda politica dei governi, soprattutto in vista dei processi di riconversione industriale che dovranno affrontare a seguito della crisi mondiale.
Studi teorici ed empirici hanno dimostrato come il venture capital rappresenti la modalità di finanziamento più appropriata per le imprese ad alta tecnologia. Tale strumento, infatti, non solo garantisce un cospicuo apporto di risorse finanziarie a imprese che operano in contesti competitivi caratterizzati da elevata incertezza, ma fornisce anche servizi ad alto valore aggiunto, quali competenze manageriali e reti di contatti con le business community e con altri potenziali finanziatori.
L’IMPATTO SULLA PRODUTTIVITÀ
L’analisi da noi condotta si basa su un campione di imprese di sei paesi europei: Belgio, Finlandia, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito. Operano in settori ad alta tecnologia, sia nei servizi che nel manifatturiero, come ad esempio software, internet, telecomunicazioni, farmaceutica, biotecnologie, aerospazio e informatica. Tutte le imprese finanziate hanno ricevuto il primo finanziamento di venture capital tra il 1995 e il 2004 e in quel momento avevano meno di dieci anni di vita.
I nostri risultati mostrano come, successivamente al primo round di finanziamento di venture capital, la produttività delle imprese subisca una forte crescita, soprattutto se paragonata a quella registrata in imprese che non hanno ricevuto investimenti con caratteristiche “simili”. L’analisi evidenzia come il differenziale di crescita della produttività tra i due gruppi di imprese non differisca prima della ricezione del finanziamento: questo ci permette di imputare la crescita differenziale di produttività esclusivamente al venture capital, escludendo che l'effetto sia dovuto a caratteristiche “pre-finanziamento” delle aziende.
L’impatto del finanziamento di venture capital viene, in particolare, valutato su una misura di produttività multifattoriale che tiene conto dell’incremento del valore aggiunto al netto dell’incremento dei fattori di produzione (capitale e lavoro). La nostra analisi evidenzia come il venture capital contribuisca a incrementare la crescita di produttività multifattoriale di circa il 18 per cento rispetto ai quattro anni precedenti il finanziamento e come tale effetto risulti per lo più concentrato nei primi anni successivi all’entrata dell’investitore. (2)
È interessante notare come l’utilizzo di una misura di produttività multifattoriale ci permetta di depurare i risultati ottenuti dall’effetto legato al semplice apporto di capitale da parte di investitori di venture capital. La nostra analisi evidenzia come il ruolo del venture capital si estenda ben oltre il semplice rilassamento dei vincoli finanziari che limitano le opportunità di investimento di tale tipologia di imprese: il venture capital contribuisce a sostenere la produttività delle imprese investite attraverso servizi a valore aggiuntoquali l’apporto di competenze manageriali e l’accesso a reti di contatti sia con clienti e fornitori che con possibili altri partner industriali.
Inoltre, appaiono significative e interessanti differenze tra i diversi paesi europei. In Italia, la crescita di produttività multifattoriale generata dal venture capital sulle imprese investite si assesta intorno al 20 per cento: sebbene il risultato si posizioni al di sopra della media dei paesi analizzati, risulta tuttavia ben lontano dal valore registrato in paesi come il Regno Unito, con circa il 42 per cento, nei quali il mercato del venture capital appare più sviluppato.
QUALE RUOLO PER LA POLITICA?
Negli anni recenti, diversi studi hanno evidenziato gli effetti positivi del venture capital sulla crescita delle imprese altamente innovative. Questi risultati dovrebbero stimolare l’Unione Europea, e in particolar modo l’Italia, a migliorare ulteriormente le politiche adottate a sostegno dell’accesso al finanziamento da parte di imprese ad alta tecnologia. Infatti, tali imprese, più che altre operanti in settori più maturi, devono affrontare elevati costi di ricerca per accedere a fonti di finanziamento esterne. Emerge quindi la necessità di politiche di supporto allo sviluppo di un mercato attivo di venture capital nel nostro paese, soprattutto in questo momento di forte crisi economica in cui sembra particolarmente utile trovare misure alternative al sostegno pubblico a supporto di promettenti iniziative imprenditoriali.
(1) Fonte dati: Eurostat.
(2) Per maggiori dettagli si veda: Croce, A., Martí, J., Murtinu, S., 2010, “The Impact of Venture Capital on the Productivity of European High-Tech Firms: Screening or Value Added Effect?”, SSRN Working Paper Series, http://ssrn.com/abstract=1705225.
( Fonte: www.lavoce.info)