" Possibili nuovi capitali in Ticino" di Giorgio Carrion

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://media.caffe.ch/media/2011/07/11931_3_medium.jpgStavolta Giulio Tremonti, il ministro delle finanze, famigerato inventore dello "scudo fiscale", potrebbe scivolare sulla classica buccia di banana.

Nel tentativo di riassestare gli sgangherati conti pubblici italiani e di allontanare il fantasma del declassamento dell'Italia (già minacciato dalle agenzie di rating) ha proposto una riforma fiscale che potrebbe rilanciare la fuga dei capitali all'estero. Orecchie tese, non senza interesse, negli ambienti bancari svizzeri. E c'è da capirlo, leggendo la manovra del ministro italiano, che dovrà tuttavia passare in Parlamento. "Seguiamo con attenzione l'evolversi della manovra economica - spiega Franco Muller, responsabile private banking per il mercato italiano di Credit Suisse -. Finchè non abbiamo notizie certe sulle scelte compiute dai ministri italiani, però, è difficile esprimersi".

Le ipotesi riguardano la diminuzione del prelievo fiscale sul lavoro e sulle imprese attraverso un riassetto dell'Iva. Ma anche in questo caso, i valori indicati non sono certi: si parla vagamente di un aumento di 1 punto percentuale del valore dell'Iva (dal 20 al 21%) ma non per tutti i prodotti. Il timore è che vi sia una ulteriore compressione dei consumi.

Una nuova tassazione sulle transazioni finanziarie, che tanto aveva spaventato le banche italiane, invece, pare tramontata. Ora è ipotizzata un'imposta addizionale sul trading finanziario, forse del 7 per cento.

Non è ancora chiaro se Roma varerà anche una nuova tassa sulle attività patrimoniali, mentre è praticamente deciso che i redditi saranno tassati in base a tre nuove aliquote del 20, 30 e 40 per cento (l'imposta massima in vigore è del 43%), ma su quali scaglioni di reddito è ancora buio.

Tremonti, così, pensa di mettere a posto i conti del suo paese. Ma avrà fatto bene i suoi calcoli? Quando si parla di tassazione di patrimoni e rendite finanziarie cresce quasi sempre la spinta all'evasione, la fuga e l'occultamento dei capitali.

Torneranno gli spalloni con le valigette gonfie di euro?

"No, non lo credo affatto. Il problema è che occorre ridefinire un nuovo accordo complessivo in materia fiscale con Roma. La piazza finanziaria svizzera, e ticinese, non sta attraversando un momento felice e non credo che una nuova tassazione, a meno di clamorose novità, possa cambiare l'andamento in atto".

Andamento in atto, spiega Muller, significa poco o niente in termine di nuovi capitali e portafogli provenienti dall'estero. "Noto che è ormai difficile creare ricchezza. I figli dei grandi possessori di patrimoni oggi consumano i loro averi, non ne accumulano. Ogni tanto, non lo neghiamo, si fanno bei colpi: personaggi benestanti ce ne sono sempre. Ma un'era è finita". La sensazione, osservano gli esperti bancari, è che lo spostamento di capitali e conti bancari avvenga da paese a paese, e da banca a banca, più per cercare migliori servizi e condizioni di efficienza che per altri motivi.

"Siamo stati contattati da alcuni clienti preoccupati per lo stato di salute di alcune banche italiane. Ma si tratta di spostamenti di liquidità", precisa Muller. Altro che spalloni e valigette!

( Fonte: www.caffe.ch)

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