" Politiche monetarie e fiscali" di Pietro Monsurrò

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.economiaepolitica.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria_11.JPGSi parla di politiche fiscali e monetarie come se fossero una cosa semplice. In realtà esistono una miriade di politiche che influenzano il settore creditizio e il sistema dei pagamenti che si chiamano “monetarie”, e diversi modi per spendere i soldi pubblici e creare deficit e debito pubblico.

 

L’unitarietà delle nozioni di politica fiscale e monetaria è frutto di un problema teorico: in modelli troppo aggregati c’è un solo modo di influenzare la spesa e l’offerta di moneta. Il mondo reale è però molto più complesso, e ci sono dunque diverse politiche monetarie e diverse politiche fiscali.

 

Esempi di politiche monetarie sono:

 

- Creare moneta in cambio di titoli di Stato a breve termine

- Creare moneta in cambio di titoli di debito a breve termine sia pubblici che privati

- Creare moneta in cambio di titoli di debito a lungo termine

- Fornire garanzie (come promesse di intervento in caso di problemi) al settore bancario e finanziario

 

Di norma si considera per politica monetaria la prima, ma nell’ultima crisi si sono provate anche le altre.

 

Esempi di politiche fiscali sono:

 

- Spendere di più come spesa pubblica corrente o in conto capitale

- Tagliare le tasse

- Ricapitalizzare il settore finanziario a spese del contribuente

- Comprare le attività delle imprese finanziarie a prezzi sopravvalutati

 

Di norma si fanno le prime due cose, ma nell’ultima crisi si sono provate tutte le alternative.

 

Perché stampare soldi e fare debito pubblico ha effetti sull’economia reale? Le spiegazioni sono molte, e nessuna è convincente. All’università si studiano ancora i modelli IS/LM, ma se ci si dimenticasse della loro esistenza dubito che si perderebbe qualcosa.

 

La politica monetaria è di norma efficace: tagliare i tassi di interesse è considerato molto importante da tutti gli attori economici, anche se molti modelli economici affermano che la cosa è irrilevante. D’altra parte, è evidente che la politica monetaria è stata impotente nella crisi attuale (si parla in questi casi di “trappola della liquidità”: altro concetto teorico che dovrebbe fare la fine che auspico per i modelli IS/LM). Capire il perché è un problema fondamentale.

 

La politica fiscale è considerata efficace, ma non è chiaro se in abbinamento con quella monetaria o meno (il deficit pubblico riduce gli investimenti privati: tenendo i tassi costanti, la banca centrale di fatto sterilizza questo effetto automaticamente). È però comunemente accettato che la politica fiscale è meno efficace quando il debito pubblico è già elevato, l’economia è aperta al commercio estero e i tassi di cambio sono flessibili. Insomma, in Italia è inutile contarci, anche se l’euro è assimilabile ad una zona a cambio fisso.

 

In una crisi finanziaria, la politica fiscale è inutile perché non tocca il problema: a cosa serve spendere di più se il problema è delle banche? Inoltre, la politica monetaria diventa inutilizzabile: a cosa serve tagliare i tassi se le banche non creano credito? ( Fonte: www.linkiesta.it/blog)

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