" Piazza Affari: prevale la prudenza" di Giancarlo Marcotti
Orfane di Wall Street che festeggia il 4 luglio (fuochi d’artificio stasera nelle basi americane), le Borse europee terminano le contrattazioni con leggeri ribassi, più accentuato quello di Piazza Affari, ma il fixing è sufficientemente lontano dai minimi di giornata.
Se vogliamo si è trattato proprio di una seduta abbastanza strana, discesa iniziale, fase di consolidamento, nuova discesa e recupero nelle ultime ore di contrattazione, insomma come se fosse stata influenzata da Wall Street che, come detto, invece è chiusa.
Ed è stata strana anche perché in una sessione in cui il nostro Ftse Mib (-0,78%) lascia sul terreno quasi un punto percentuale ci sono stati cinque titoli di comparti diversi che sono andati in netta controtendenza.
A partire da Autogrill (+1,82%) ma arrivato a toccare quota 7,40 in intraday, dando così un segnale di forza relativa. Bene anche Atlantia (+2,25%) il cui trend rialzista sembra solo agli inizi. Ansaldo (+3,27%) che invece ferma in modo deciso la serie di ribassi (quattro consecutivi) che rischiava di farsi davvero pericolosa.
E siamo a Fiat (+4,79%) sul massimo degli ultimi tre mesi, che raddoppia la splendida seduta della vigilia, naturalmente il merito di tutto ciò è ascrivibile esclusivamente al genio di Sergio Marchionne. Il titolo è stato premiato anche con un “Outperform” da Mediobanca che ha alzato il tp a 6 euro.
Ma la reginetta di giornata è stata Mediaset (+5,41%) si parla di alleanze con emittenti importanti per quanto riguarda la Pay tv. Il titolo è stato anche sospeso per eccesso di rialzo ed ha toccato in intraday quota 1,5 euro che è risultato il massimo di giornata.
Ma naturalmente, vista la performance dell’indice, sono stati molto di più i ribassi, a partire da Impregilo (-3,17%) il cui appeal speculativo sta cominciando a venir meno.
Molto male anche il comparto bancario, in particolare penalizzata Intesa (-3,11%), ma non sono andate meglio le Popolari: Banca Popolare di Milano (-2,91%), BpeR (-2,53%) e Banco Popolare (-2,29%).
Inevitabili prese di beneficio, vista la giornata, per Azimut (-2,76%), e paga dazio anche Buzzi Unicem (-2,15%).
Insomma nell’incertezza si è preferito vendere, ma, come detto, non sono mancate importanti eccezioni, il momento si presta ad improvvise fiammate ed immediati ridimensionamenti, la selezione sarebbe essenziale per incassare profitto, ma non si può neppure parlare di settori, ogni titolo sempre avere una storia a sé.
Domani torna New York con i suoi dati sull’occupazione, e sarà il gran giorno della Bce, scommettiamo che si alza la volatilità di nuovo?