" Passera: siamo in recessione, allarme credit crunch " di Enrica Piovan
Se l'Italia dovesse restare in recessione per tutto l'anno (considerati anche gli ultimi due trimestri del 2011 si arriverebbe a sei trimestri di segno meno consecutivi) si verificherebbe una crisi come quella del 1992-1993 (con Pil negativo dal secondo trimestre 1992 al terzo trimestre 1993). Mentre la recessione 2008-2009 è durata cinque trimestri. Il Governo ha un «piano molto dettagliato e per ora non abbiamo mancato nessuno degli appuntamenti», ha rassicurato il ministro, avvertendo però che uno dei terreni su cui è necessario «agire subito» è quello del credito, visto che si è concretizzato un «vero e proprio credit crunch». Va anche risolto il problema dei debiti insoluti della P.A. verso le imprese, restituendo l'accumulato che è pari a 50-60 miliardi: «Non potrà essere fatto in un anno e non potrà mettere in difficoltà gli obiettivi di finanza pubblica, ma se già riuscissimo nei prossimi 12 mesi a rimettere in moto metà dello scaduto sarebbe molto», ha spiegato Passera. Nuove misure arriveranno inoltre sul fronte semplificazioni, per le quali Passera ha annunciato un "pacchettone" per famiglie e imprese ogni 2-3 mesi. Mentre per le opere pubbliche si lavora a mettere in moto nei prossimi 12 mesi «40-50 miliardi» di lavori. Nella lunga audizione il ministro ha anche rassicurato sul rischio («evitabile») che Snam venga ceduta a stranieri. C'è qualche «area di ansietà», invece, per la "golden share", visto il rischio di perdere aziende strategiche. Mentre sul "beauty contest" per le frequenze tv ha assicurato che la proposta del governo arriverà entro il 19-20 aprile e sarà in linea con l'idea iniziale (cioè non regalare le frequenze). Intanto, oggi l'Ocse ha detto che l'Italia resterà in recessione per i primi due trimestri dell'anno (stima una crescita del -1,6% nel primo trimestre e dello 0,1% nel secondo). E «continuerà ad esserlo per alcuni semestri», ha precisato il capo economista Pier Carlo Padoan, prevedendo un'uscita dalla recessione tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. Per i Paesi del G7 le prospettive a breve termine «sono migliorate rispetto alla situazione prevalente a fine 2011» ma, mentre negli Usa è prevista una crescita robusta, in Europa «l'outlook rimane debole». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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