" Passera: siamo in recessione, allarme credit crunch " di Enrica Piovan

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://ts1.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=5059875697787060&id=974757959ef15bd6727884b9713e5bf5L'Italia è nel pieno di una recessione che durerà per tutto il 2012. E aziende e famiglie si trovano a fare i conti con un vero e proprio "credit crunch". Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera fotografa la difficile situazione economica del nostro Paese, e avverte che per uscirne al più presto è necessario accelerare sulle riforme strutturali. Con determinazione sul programma di riforme e «coraggio» già nel corso dell'anno saranno possibili «cambi di velocita» sul fronte della recessione. La debolezza italiana, poi, viene confermata dai dati dell'Ocse, che stima per il primo trimestre un Pil in contrazione dell'1,6% e prevede il perdurare della recessione almeno fino a fine anno. «Siamo in una situazione di non crescita da molto tempo. Siamo nel pieno di una seconda recessione e questo trend, se dobbiamo prendere per buone le previsioni, durerà tutto l'anno», ha detto Passera in audizione alla commissione Bilancio della Camera, sottolineando la necessità di invertire questa tendenza e di uscire da questa fase: «Dobbiamo accelerare su tutte le riforme strutturali in programma e su tutte le leve della crescita». anche perché, come dirà più tardi al congresso dell'Ugl, «il problema numero uno» è il «disagio» legato ai problemi di lavoro. Che «è molto più ampio di quanto anche la politica abbia anche misurato», perchè se non si guarda solo ai disoccupati, ma anche a chi non cerca più il lavoro, o a chi ha un lavoro ma un reddito insufficiente, parliamo di «6/7 milioni di persone, e con i familiari forse si arriva alla metà del nostro Paese».
Se l'Italia dovesse restare in recessione per tutto l'anno (considerati anche gli ultimi due trimestri del 2011 si arriverebbe a sei trimestri di segno meno consecutivi) si verificherebbe una crisi come quella del 1992-1993 (con Pil negativo dal secondo trimestre 1992 al terzo trimestre 1993). Mentre la recessione 2008-2009 è durata cinque trimestri. Il Governo ha un «piano molto dettagliato e per ora non abbiamo mancato nessuno degli appuntamenti», ha rassicurato il ministro, avvertendo però che uno dei terreni su cui è necessario «agire subito» è quello del credito, visto che si è concretizzato un «vero e proprio credit crunch». Va anche risolto il problema dei debiti insoluti della P.A. verso le imprese, restituendo l'accumulato che è pari a 50-60 miliardi: «Non potrà essere fatto in un anno e non potrà mettere in difficoltà gli obiettivi di finanza pubblica, ma se già riuscissimo nei prossimi 12 mesi a rimettere in moto metà dello scaduto sarebbe molto», ha spiegato Passera. Nuove misure arriveranno inoltre sul fronte semplificazioni, per le quali Passera ha annunciato un "pacchettone" per famiglie e imprese ogni 2-3 mesi. Mentre per le opere pubbliche si lavora a mettere in moto nei prossimi 12 mesi «40-50 miliardi» di lavori. Nella lunga audizione il ministro ha anche rassicurato sul rischio («evitabile») che Snam venga ceduta a stranieri. C'è qualche «area di ansietà», invece, per la "golden share", visto il rischio di perdere aziende strategiche. Mentre sul "beauty contest" per le frequenze tv ha assicurato che la proposta del governo arriverà entro il 19-20 aprile e sarà in linea con l'idea iniziale (cioè non regalare le frequenze). Intanto, oggi l'Ocse ha detto che l'Italia resterà in recessione per i primi due trimestri dell'anno (stima una crescita del -1,6% nel primo trimestre e dello 0,1% nel secondo). E «continuerà ad esserlo per alcuni semestri», ha precisato il capo economista Pier Carlo Padoan, prevedendo un'uscita dalla recessione tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. Per i Paesi del G7 le prospettive a breve termine «sono migliorate rispetto alla situazione prevalente a fine 2011» ma, mentre negli Usa è prevista una crescita robusta, in Europa «l'outlook rimane debole». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
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