“Parla con me”, censura e vendetta

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilsussidiario.net/img/WEB-CINEMA_E_TV/parlaconme_R400.jpgLa notizia è rimbalzata subito tra gli addetti del mondo della comunicazione, e in fondo era nell’aria. Il consiglio di amministrazione della Rai ha respinto la proposta di contratto con la casa di produzione Fandango, proposto dal direttore generale Lorenza Lei, che prevedeva uno sconto del 5% rispetto all'accordo precedente per la messa in onda di “Parla con me”, il programma condotto da Serena Dandini già inserito nei palinsesti autunnali, la cui prima puntata era prevista per il 27 settembre. Guarda caso, a votare contro la proposta si sarebbero schierati i cinque consiglieri della maggioranza di governo, mentre a favore i tre dell’opposizione, più il presidente Paolo Garimberti.

 

La notizia era nell’aria perché, se si confrontano i palinsesti della nuova stagione con quelli dell’anno scorso, è facile riscontrare come le defezioni vadano tutte verso la stessa direzione. Quindi, per essere chiari, via il capopopolo Santoro, via il “falso eroe” Roberto Saviano, via Serena Dandini, la conduttrice “rossa”, e tutto lo storico rappresentato dai suoi programmi in questi anni di Rai, dalla “Tv delle ragazze” a “Tunnel”, da “L’ottavo nano” appunto a “Parla con me”.

 

Eppure, a ben vedere, tutti questi comunisti che infestavano gli studi della Dandini sembravano essere ben equilibrati, soprattutto negli ultimi anni, da personalità diciamo “super partes”, quando la trasmissione ha puntato più sulle interviste agli ospiti che alla satira pura. Solo per fare qualche nome, Ernesto Galli Della Loggia, Ferruccio De Bortoli, o gli illuminanti editoriali di chiusura di Antonio Scurati dell’ultimo periodo.

 

Certo, parodie come quelle di Max Paiella del “direttorissimo” Augusto Minzolini non avranno fatto piacere ai vertici Rai che devono rendere conto ai desiderata del Cavaliere, ma onestamente appare difficile non prendere di mira gli ormai mitici editoriali del Tg1. E poi c’è tutta una parte satirica del programma che non risparmiava affatto l’opposizione “amica”, valgano per tutte le esilaranti quanto puntuali inchieste di Diego Bianchi, in arte “Zoro”.

 

Ora tutto questo, vale a dire un programma tra i pochi che era riuscito a rinnovare una tipologia tradizionalmente asfittica del linguaggio televisivo italiano; tutto questo, ora non ci sarà più, a meno di clamorosi dietro-front dell’ultima ora. O magari “Parla con me” andrà a infoltire le fila della concorrenza, rappresentata soltanto da “La7”, visto il mostro a due teste Raiset ormai consolidato dal padrone dell’etere nazionale.

 

Anche questa vicenda, come molte altre degli ultimi mesi, sembrano appartenere alla sfera di quei colpi di coda di fine regime, che tra censura e vendetta cercano di vendere cara la pelle sino all’ultimo respiro. Ma non sarà soffocando una battuta di Dario Vergassola che i servitori del Signore di Arcore eviteranno il suo inesorabile declino. ( Fonte: www.ilfuturista.it/ Blog)

Autore: Emiliano Sbaraglia

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