Ogni giorno 350 milionari - di Ezio Rocchi Balbi
È imbarazzante parlare di crisi economica globale sapendo che più di trenta milioni di persone sul pianeta fanno parte del "club dei milionari". Ancor più imbarazzante rilevare che le stesse Borse e le attività finanziarie, accusate di avere provocato la crisi, hanno gonfiato nell'ultimo anno i patrimoni creando 127mila nuovi milionari. Come dire 350 neo-milionari al giorno. In dollari, perché a fare da sfondo alle vite dei ricchi c'è il verde della banconota americana, e anche perchè gli Stati Uniti sono il Paese che annovera il maggior numero di Paperoni. Ma anche se espresso in dollari lo studio "Global Wealth Databook 2013" di Credit Suisse, soppesando lo stato di benessere economico del pianeta, rivela come la Confederazione sia ben salda al quarto posto per numero di milionari con 3.460 ricconi, ancora alle spalle della Germania, ma prima di Regno Unito e Giappone.
Se solo due anni fa l'Europa aveva sorpassato, di poco, il Nord America issandosi sul podio dorato dell'area con il maggior numero di individui con un portafogli a sei zeri, gli Stati Uniti hanno ripreso il comando e con una media di disponibilità "pro capite" di tutto rispetto. Il milionario americano dispone mediamente di 17,5 milioni di franchi (rappresentano il 45% del totale), mentre il suo equivalente europeo ha "solo" 12,5 milioni di franchi, che rappresentano il 32 % del totale.
Ovviamente la ricchezza è uno dei pilastri del sistema economico e il rapporto Global Wealth di Credit Suisse giustamente sottolinea come le fortune personali abbiano raggiunto un nuovo massimo storico. I milionari a livello globale dispongono di un patrimonio di 300mila miliardi di franchi; quasi il 5% in più rispetto rispetto all'anno prima. Per correttezza è giusto rilevare che lo studio registra anche un nuovo massimo storico, indicando la "ricchezza media" mondiale in 51'600 dollari (circa 64'000 franchi) per individuo adulto.
Resta il fatto che la ridistribuzione della ricchezza è ancora una chimera. Anzi, la disuguaglianza rimane altissima visto che il 10% della popolazione mondiale possiede l'86% della ricchezza globale. "Ma questo non è certo imputabile alla finanza. Semmai è la dimostrazione di uno stato sociale che non ha fatto il suo dovere nel ridistribuire la ricchezza - commenta l'economista Paolo Pamini, ricercatore del think thank zurighese Liberales Institut -. Vedo, invece, in questi dati un sano argomento di crescita economica reale, la parte positiva della globalizzazione. I milionari crescono sì, ma alimentati anche da Paesi come Russia, Turchia, India o Brasile, dove fino a ieri i Paperoni si contavano sulle dita di una mano. In fondo anche questa è una sorta di ridistribuzione della ricchezza, no?".
È altresì vero, però, che se dallo studio si evince che la base della piramide della ricchezza è occupato da persone di tutti i Paesi, è altrettanto vero che i super milionari (per intenderci sono quei 100mila individui con più di 50 milioni di dollari a testa) sono fortemente concentrati in particolari regioni e Stati: Usa, Cina, Germania e Svizzera.
"E non poteva che essere così, ma questo non vuole dire che nel nostro Paese, anche se i milionari aumentano, crescano anche le disparita? economiche e sociali - nota Marco Salvi, capo progetto per Avenir Suisse e docente di Economia immobiliare al Politecnico di Zurigo -. La nostra ricchezza è ben distribuita e ridistribuita. Una distribuzione che ha effetti sulla creazione della stessa richezza. Proprio un nostro recente studio addirittura dimostra come un aumento della ridistribuzione dei redditi sarebbe addirittura controproducente per l'economia nazionale. E in ogni caso, nel confronto internazionale, la Svizzera è tra i Paesi dove la disuguaglianza è minore".
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@EzioRocchiBalbi