Nigeria, lo Stato assorbe i prestiti tossici dalle banche
In Nigeria prosegue il programma governativo volto a ripulire i bilanci delle banche locali. L'organismo pubblico Asset Management Corp of Nigeria (Amcon) ha infatti acquisito, dagli istituti di credito del Paese, 1000 miliardi di naira (pari a 6,5 miliardi di dollari) di prestiti tossici. Che sarebbero, afferma l'amministratore delegato Mustapha Chike-Obi, «tutti quelli che sono stati offerti e che avevano i requisiti adatti». A questo punto, all'ente pubblico mancherebbero “soltanto” 500 miliardi di naira (3,3 miliardi di dollari) da assorbire.
Il 6 aprile Amcon emetterà obbligazioni per il valore di 1.700 miliardi di naira (10,9 miliardi di dollari). Già il 31 gennaio avrebbe dovuto emettere bond pari a 1,5 miliardi di naira ma l'operazione è stata rimandata, non avendo ottenuto la necessaria approvazione legale.
Il sistema bancario nigeriano era arrivato ad un passo dal tracollo, gravato da 10 miliardi di dollari di asset tossici. E gli annessi sospetti di responsabilità da parte dei banchieri: tant'è che nel 2009 sono stati destituiti gli amministratori delegati di otto delle ventiquattro banche del Paese africano. Nello stesso anno, la banca centrale aveva dovuto effettuare un intervento d'emergenza, iniettando nel sistema finanziario liquidità per 620 miliardi di naira (4,1 miliardi di dollari). Con l'insediamento di Amcon, portato avanti a partire dal mese di luglio dello scorso anno, le autorità nigeriane mirano a ripristinare il flusso del credito. Il superamento del credit-crunch che grava sulle imprese è infatti il requisito indispensabile per dare un significativo sostegno alla crescita economica. ( Fonte: www.valori.it)