" Ministro Tremonti: ecco un’idea geniale per ripianare il nostro debito pubblico" di Giancarlo Marcotti
Fare una manovra, raddoppiarne l’importo, approvarla in due giorni, tutto ciò non è bastato, il BTP è andato comunque oltre il 6%, ai massimi degli ultimi quattrodici anni, ed allora?
Serviva l’intervento della Bce. Gratis?
Una volta si diceva che gratis nemmeno il prete suona le campane, figuriamoci la Bce, tra le varie cose che ci sono state richieste (che si possono dire) la principale è di anticipare al 2013 il pareggio di bilancio, in pratica di affrettare le misure.
Un bel guaio per il Ministro Tremonti che si trova così nella scomodissima situazione di andare a ricercare (da qualche parte dovranno pur esserci) almeno una ventina di miliardi, ma meglio se sono trenta.
Quando gli altri Ministri si trovano al cospetto di Tremonti abbassano lo sguardo, un po’ come abbiamo fatto tutti in classe quando la Professoressa doveva decidere chi interrogare. Tutti con quell’espressione che significa “rivolgiti altrove, io ho già dato”.
Personalmente ho una convinzione assolutamente radicata, se si devono cercare pochi spiccioli ci si può rivolgere un po’ dappertutto, ma se le necessità sono “consistenti” ci si può rivolgere solo verso il sistema sanitario o quello pensionistico.
Ed ovviamente non possono che arrivargli degli altolà, perché nell’accezione comune sono due “Istituzioni” associate alla “povera gente” quindi toccare la sanità o le pensioni equivale a dire che il peso della manovra verrebbe scaricato sui poveri.
Nella realtà non è assolutamente così, sappiamo tutti che entrambi questi settori sono serviti, e servono tutt’ora, come collettori di voti essendoci, di conseguenza, sacche di inefficienza spaventose, non solo ospedali inutili, ma sperperi folli, e quanta gente “ruba” una pensione?
Ma tralasciamo questi aspetti “irrilevanti” e quindi andiamo a valutare proposte alternative rispetto alla sanità ed alle pensioni. La Lega, che chiude storicamente la porta in faccia a chi vuol toccare le pensioni (chissà perché?), per non mettere troppo in difficoltà Tremonti non sembra contraria ad una patrimoniale, ma le proposte più feconde arrivano dalla sinistra.
Il buon Bersani, dopo aver tuonato con il suo linguaggio sfacciatamente demagogico (la manovra non deve passare sulla testa della povera gente)se ne esce con le sue soluzioni.
1)Lotta all’evasione.
Per favore basta, davvero lo chiedo per pietà, io ho 53 anni e da 54 sento parlare di lotta all’evasione. Fatela, mettete anche la pena di morte per gli evasori, ma per favore non parlatene più. Non se ne può più. Basta!
2)Tassazione delle rendite finanziarie.
Ah bene! Giusto, questi parassiti che guadagnano montagne di soldi senza far nulla ed hanno anche aliquote inferiori a quelle sul reddito, bene bene, tassiamo le rendite finanziarie così risolviamo tutto. C’è però un solo piccolissimo problema, ma è veramente un’inezia :
LE RENDITE FINANZIARIE NON ESISTONO
Per favore spiegatelo a Bersani ed a tutti coloro che vogliono inasprire le aliquote sulle rendite finanziarie, da lì non si incassa nemmeno un centesimo, poiché MANCA L’IMPONIBILE da poter tassare.
A meno che? A meno che … a meno che … ma certo, come ho fatto a non pensarci prima, ecco la soluzione, è un’idea sconvolgente, cambierà il mondo, nulla sarà più come prima:
UNA TASSA SULLE PERDITE FINANZIARIE
Sarebbe la soluzione di tutto, da lì sì che si potrebbero ricavare montagne di entrate.
Carissimo Tremonti ecco che ti ho dato l’idea che ripiana completamente il nostro debito pubblico, attenzione però che l’ho brevettata quindi, quando la metterai in opera dovrai riconoscermi i diritti d’autore.