Mercato delle case a picco, un calo del 25,7% - di Andrea Angelini

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1368551788.jpgIl mercato immobiliare è in picchiata. Nel 2012 le compravendite di appartamenti hanno registrato un calo di oltre 150 mila unità sul 2011. Si tratta del peggiore risultato dal 1985 quando in Italia si erano comprate circa 430 mila abitazioni. Un calo che all’epoca fu anche il riflesso del boom dei listini di Borsa con milioni di italiani trasformatosi per almeno un anno in finanzieri e in cerca di guadagni facili, penalizzando il mattone. Tutti pronti, quando dopo un rialzo di un anno i listini stavano rallentando, a cercare di rifilare ai nuovi venuti quei titoli le cui quotazioni non erano più in grado di salire. Nel 2012 il crollo è stato invece determinato dai pochi soldi in circolazione e dalle tasse come l’Imu, una vera e propria patrimoniale, o come la cedolare secca del 20% sugli affitti, che hanno scoraggiato molti dall’avvicinarsi al mattone.
Il Rapporto immobiliare 2013 realizzato dall'Agenzia delle Entrate e dall'Abi certifica che le compravendite nel 2012 sono state 448 mila con un calo del 25,7% sulle circa 600 mila del 2011. Una forte diminuzione si registra anche per il valore di scambio complessivo, stimato in 75,4 miliardi di euro, quasi 27 miliardi in meno del 2011. Nello specifico, l'area del nord-est, dove si realizza il 18% del mercato nazionale, ha subito il calo più elevato (-28%) delle compravendite. Nelle principali
città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze il calo medio delle compravendite è stato del 22,4%. Tiene invece l'indice di accessibilità che misura la possibilità di accesso alle famiglie italiane all'acquisto di una abitazione. Un dato sul quale è lecito nutrire qualche dubbio vista la povertà crescente dei cittadini italiani e del ceto medio in particolare, quello che fa muovere il mercato. Tiene invece l'indice di accessibilità che misura la capacità di accesso alle famiglie italiane all'acquisto di una abitazione.
Ma se le compravendite sono crollate significa che i cittadini, almeno in questa fase, non si fidano di comprare perché temono che il governo possa introdurre la tassa patrimoniale. I prezzi delle case hanno comunque registrato un calo del 2,7% che dovrebbe continuare anche quest’anno.
Già nel primo trimestre del 2013 il mercato immobiliare è rimasto debole. C’è stata una nuova flessione dei prezzi rispetto a dicembre ed è in tal modo aumentato il numero delle abitazioni messe sul mercato e che sono rimaste invendute. Uno dei primi effetti è stato la diminuzione della quota del valore dell'immobile finanziata tramite l'accensione di un mutuo. Le banche non intendono insomma rischiare i propri soldi, che sono poi quelli della clientela e stanno utilizzando più della metà dei soldi presi a prestito dalla Bce, circa 260 miliardi, per comprare titoli di Stato che gli garantiscono comunque un reddito.
In ogni caso, saranno pure le speranze su un cambio di marcia, ma nel settore si registra un cauto segnale di ottimismo che probabilmente riflette la disponibilità del governo a congelare il pagamento dell’Imu sulla prima casa. Non si tratta di una cancellazione ma è bastato per fare tirare un respiro di sollievo agli operatori del settore e ai potenziali acquirenti e venditori.
Fonte: www.rinascita.eu

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post