MARCHIONNE: " VENDERE ALFA ROMEO? SE SI PRESENTASSERO CON UN ASSEGNO DA 20MLD CI PENSEREI"
Da Los Angeles, dove si trova per il lancio della Fiat 500 sul mercato americano, Sergio Marchionne parla della future strategie della casa torinese. "Non ho mai detto che avremmo fuso Fiat e Chrysler anche se é una delle possibilità", spiega l'amministratore delegato del Lingotto che si sente incoraggiato dall'andamento dell'ipo Gm, apripista per la Chrysler che potrebbe sbarcare in Borsa nel 2011.
Marchionne ribadisce che non è stato ancora deciso nulla su eventuali cessioni o sulla quotazione della Ferrari, come già chiarito nel comunicato alla Consob in cui si rinvia ogni scelta a dopo la scissione di Fiat Industrial dall'Auto, operativa all'inizio del prossimo anno. "Abbiamo detto che sono tutte cose tecnicamente possibili, ma non abbiamo deciso nulla. È inutile che ci preoccupiamo se la Fiat vende".
Cedere Magneti Marelli o una sua parte "é una delle possibilità, così come quella di monetizzare una parte della Ferrari". L'amministratore delegato del Lingotto parla anche del mercato dell'auto, che è stato drogato per due anni con gli incentivi. "Poi è stata staccata la spina ed è finita la cuccagna", e ora ci "sono 12 mesi d'inferno, gli ultimi nove del 2010 e i primi 3 del 2011".
"Nessun costruttore europeo guadagna soldi", osserva, chiedendo chiarezza e certezze anche in Italia. "Noi - aggiunge - abbiamo bisogno di stabilità per fare le cose. L'instabilità non aiuta né a livello di clientela né a livello di gestione industriale del Paese. Abbiamo bisogno di certezze".
Marchionne inaugura il Motor Village, il primo concessionario Fiat-Chrysler. È l'occasione per parlare anche dei conti della casa di Detroit: nel 2010 chiuderà molto vicino a quota 1,6 milioni di veicoli, punto indicato per il raggiungimento del break even e quindi del ritorno in utile, Marchionne non si sbilancia su un possibile utile netto di Chrysler nel quarto trimestre: "manca ancora un mese e mezzo". E sul rifinanziamento del debito di Chrysler osserva che entro la metà del prossimo anno la casa automobilistica dovrà avere una chiara idea di come procedere. Chrysler ha già avuto contatti con diverse istituzioni internazionali.
Da Torino, dove è in visita in questi giorni per confrontare le trasformazioni urbane e del tessuto produttivo, il sindaco di Detroit si dice fiducioso sulle prospettive che l'accordo con Fiat apre per la sua città. "Abbiamo sofferto - afferma - quando le nostre due grandi aziende, Gm e Chrysler, sono andate in bancarotta, nessuno se lo sarebbe aspettato. Ora si è aperta una fase nuova e noi vogliamo collaborare, essere partner di questa rinascita". ( Fonte: www.americaoggi.info)