Manipolazione del Libor, cadono le prime teste
L’inchiesta internazionale sulle possibili manipolazioni del Libor, il tasso interbancario londinese che costituisce uno dei principali punti di riferimento per stabilire il costo dei prestiti tra istituti di credito, ha già portato al licenziamento o alla sospensione di non meno di dodici tra trader e intermediari. A rivelarlo è il Financial Times, che cita fonti anonime vicine alla questione, secondo le quali sarebbero coinvolti dipendenti di Deutsche Bank, Citigroup, Royal Bank of Scotland e JPMorgan Chase. Ma, sempre secondo quanto riportato dal quotidiano economico inglese, le indagini si sarebbero già allargate ad altri attori della finanza internazionale, in particolare i fondi d’investimento speculativi e intermediari come Icap, Tullett Prebon e RP Martin. Il primo di questi ultimi è l’unico, riferisce il quotidiano Les Echos, che finora ha ammesso di aver sospeso tre dipendenti.
L’inchiesta è portata avanti congiuntamente dalla Securities and Exchange Commission (SEC), dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e dalla Financial Services Authority britannica. E potrebbe presto allargarsi anche ad altri tassi, in particolare l’Euribor e il Tibor, che costituiscono l’equivalente del Libor per l’euro e lo yen. ( Fonte: www.valori.it)