LE PARADOSSALI RICETTE ANTI CRISI DEL COLOSSO CINA

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

La Cina è una nazione dai mille paradossi, l'ultimo lo abbiamo scoperto questa settimana: chi vive nel sud del Paese viaggia quotidianamente su treni supersonici per andare a fare la spesa ad Hong Kong. Non parliamo dello shopping per acquistare le griffe occidentali, ma della spesa alimentare. I prezzi di alcuni prodotti, dall'aglio alla zenzero, odori e spezie che vengono usati regolarmente nella cucina cinese, sono infatti molto più a buon mercato nell'ex colonia britannica che in Cina. Da mesi gli abitanti di Hong Kong assistono increduli all'acquisto massiccio nei loro supermercati anche di altri prodotti per la casa: dai detersivi agli shampoo. Alla fine della giornata le stazioni ferroviarie della città si riempiono di cinesi che tornano a casa con il loro ricco bottino.
Da qualche mese l'inflazione in Cina galoppa ad un ritmo insostenibile, 4,4% registrato lo scorso ottobre. E la risposta del governo non ha tardato a farsi sentire. Questa settimana ha imposto un calmiere sui prezzi alimentari, una decisione che ha fatto inorridire gli Stati Uniti che al G20 - appena una settimana fa - avevano esercitato pesanti pressioni su Pechino affinchè rivalutasse la propria moneta.
È discutibile quale misura anti-inflazionista funzionerà meglio: la rivalutazione dello yuan o il calmiere. I cinesi sostengono che, essendo ancora un Paese in via di sviluppo, il peso che la spesa alimentare ed energetica esercita sull'indice dei consumi è molto alto, pari ad un terzo di quella complessiva, mentre negli Usa questa percentuale è pari solo all'8%. Calmierare prodotti alimentari e costi energetici ha dunque un impatto maggiore che in Occidente e, va aggiunto, permette di non apprezzare la moneta nazionale. Una manovra, questa della rivalutazione, che ridurrebbe la competitività delle esportazioni costringendo tante fabbriche a chiudere i battenti.
Ancora una volta ci troviamo di fronte a due realtà contradditorie: da una parte la Cina è un'economia emergente, che quindi deve fare i conti con le esigenze della crescita; dall'altra è un gigante commerciale, Pechino è infatti il primo esportatore al mondo. C'è poi un terzo elemento che va tenuto presente, la Cina ha accumulato la più grande riserva monetaria, che ammonta a circa 3 mila miliardi di dollari! Una liquidità pericolosa proprio perchè il ricco Occidente si trova ad un passo dalla bancarotta e come tutto, inclusi i templi greci e le distillerie irlandesi, è in vendita. ( Fonte: http://www.caffe.ch)

Autore: Loretta Napoleoni

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