Lavoro, l'Ue multa il nostro Paese «Non ha recuperato gli aiuti erogati»
È la sentenza di tutti i record, quella pronunciata contro l'Italia dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, ieri mattina a Lussemburgo, per non aver recuperato - come i giudici avevano già imposto a Roma sette anni fa – gli sgravi fiscali illegali accordati ai datori di lavoro per i contratti di formazione lavoro. È infatti la prima volta che i giudici europei impongono all'Italia di pagare alla Commissione Ue una multa di 30 milioni di euro, in modo da coprire il persistere dell'infrazione, dal primo aprile 2004, quando è stata pronunciata la prima sentenza, ad oggi, giorno della pronuncia della nuova. È la prima volta inoltre, che la Corte di giustizia impone ad uno Stato una multa forfettaria di quell'ammontare, anche se va detto che la somma è di molto inferiore a quella che aveva proposto la Commissione europea. Non solo. È la prima volta che i giudici europei introducono un nuovo concetto di penalità sul periodo che le autorità italiane impiegheranno per recuperare presso i datori di lavoro gli sgravi fiscali illegali. Le penalità future infatti, saranno decrescenti e calcolate prendendo come base un importo di 30 milioni di euro, moltiplicandolo per la percentuale di aiuti che semestralmente non sono stati ancora recuperati rispetto alla totalità di quelli che, ad oggi, avrebbero dovuto esserlo.
Insomma un calcolo complesso ma che, spiegano gli esperti, va incontro all'Italia nel suo sforzo di applicare la sentenza. La formula scelta dalla Corte Ue risulta comunque meno penalizzante rispetto a quella proposta da Bruxelles.
Il contratto di formazione lavoro (Cfl), regolato dall'Italia con leggi che vanno da 1984 al 2004, comportava un periodo di formazione per giovani tra i 16 e i 32 anni.
Le assunzioni con Cfl usufruivano – a determinate condizioni – di riduzioni (dal 25% al 40%) degli oneri sociali, fino all'esenzione totale per le imprese artigiane e per quelle situate in zone con un tasso di disoccupazione superiore alla media nazionale.
Nel loro giudizio i giudici europei mettono però in guardia sul fatto che l'Italia , ancora inadempiente per diverse sentenze in materia di aiuti di Stato.
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Patrizia Lenzarini