La tecnologia ha infranto la privacy - di Ritanna Armeni
"C'era una volta il privato", così comincerà la storia che un giorno racconteremo ai nostri nipoti. Una storia che li appassionerà perché si parlerà di un mondo loro sconosciuto, dove gli uomini e le donne dividevano la vita in due parti che potevano anche non entrare in contatto. Un racconto di persone che agivano, si esprimevano di fronte agli altri in un modo, e potevano fare o dire l'opposto quando erano a casa. Per tutti era normale, per molti era un bel lusso e in molti ne hanno approfittato. I nostri nipoti ci guarderanno con stupore perché quel mondo loro non l'hanno conosciuto .
È finito in questi primi anni del terzo millennio. E qui che possiamo datare la sconfitta del privato e la vittoria del pubblico. Proprio la banale vicenda francese (in fondo un uomo, un uomo potente, che ha un amante non è proprio una novità) ha reso chiaro ciò che molti già sapevamo. Un confine è saltato, una frontiera è stata superata. E non solo per i politici o i potenti, per i quali potrebbe valere la considerazione che hanno scelto di dare priorità assoluta alla vita pubblica. Ma per tutti.
Quando i francesi dichiarano, secondo i sondaggi a maggioranza, che il loro presidente, coinvolto in uno scandalo sessuale, ha diritto alla sua privacy e che nessuno è interessato a quello che fa in una stanza da letto, sono ipocriti e bugiardi. Tutti, proprio tutti, nobili o ignobili che siano, sono interessati alla vita privata di Hollande, di Berlusconi, di Obama. Come sono stati interessati a quella di Clinton o della regina d'Inghilterra. E oggi - non ne siamo consapevoli - lo siamo più che nel passato perché ci sono i mezzi, tutti i mezzi, per sapere. E ogni barriera si è infranta. Come è sempre avvenuto nella storia del mondo è la creazione degli strumenti che crea la funzione. Possedere tecnologie, che consentono di comunicare, spiare, raccontare a livello planetario, ha strappato ad ogni abitante del pianeta, potenzialmente o praticamente, la sua vita privata. Chiunque può sapere dove io sono in questo momento grazie al mio telefonino, chiunque può conoscere il mio stile di vita e i miei desideri dalla mia carta di credito, e i social network raccontano dei me più di quanto abbia detto nel passato ai miei amici più intimi.
E ora si pensa che si possa salvaguardare la privacy dei potenti? Non è più possibile. Non c'è casco reale o virtuale che possa proteggerla, non ci sono leggi che possano salvaguardare chi ha potere e chi non ce l'ha. Il mondo in cui viviamo è senza privato. La privacy è perduta per tutti. Non ci resta che raccontarla ai nostri nipoti come una storia del bel tempo che fu.