" La settimana in Borsa: titoli da monitorare" di Giancarlo Marcotti
Pubblicato il da borsaforextradingfinanza
IMPREGILO: la crisi che ha coinvolto il Gruppo Fondiaria e, quindi la galassia Ligresti, ovviamente, ha avuto ripercussioni su Impregilo vista la partecipazione che il finanziere siciliano deteneva in Igli. Ora, come noto, dopo aver acquisito anche la quota in mano ad Atlantia, il gruppo Gavio ha il 29,9%, ma non si è dato per vinto Salini recentemente salito al 22,4%. Qualcuno comincia a pronunciare la parola Opa, ma certamente ci vogliono soldi, un mucchio di soldi. Comunque le quotazioni, Opa o non Opa, sono schizzate all’insù, e si trovano ora ai massimi dal settembre 2008. Impregilo è effettivamente un’azienda dalle grandi potenzialità e certamente da gola.
Il giorno successivo saranno protagoniste tre banche, ma non solo, comunicheranno i dati martedì 27:
BANCA POPOLARE DI MILANO: è certamente una delle Banche che ha maggiori margini di crescita. Dopo un ottimo inizio d’anno, però, il titolo da tempo sta vivendo una fase laterale intorno a quota 0,50 euro. Naturalmente, ma il discorso vale per tutti i titoli del settore, c’è curiosità per vedere i dati e le eventuali svalutazioni, per capire se ci può stare una nuova fase rialzista oppure se prevarranno le vendite dopo un primo trimestre rialzista.
UBI BANCA: anche per la Banca bergamasca l’ultimo periodo non è stato dei migliori, da sei sedute consecutive, infatti, il prezzo di chiusura risulta inferiore a quello di apertura, chiaro segnale di debolezza. Le quotazioni sono così tornate intorno ai 3,4 euro il livello di 4 euro si è quindi dimostrato una barriera invalicabile.
UNICREDIT: è forse superfluo sottolineare come tutti gli occhi saranno puntati sulla Banca di Piazza Cordusio. Sarà la prima trimestrale che viene comunicata dopo il mega aumento di capitale, e dopo quanto avvenuto nella precedente è fuori di dubbio che l’attesa sia spasmodica. Ormai da un mese il titolo “serpeggia” intorno a quota 4 euro e non riesce a trovare lo spunto per ripartire, i finanziamenti della Bce sono stati una grossa boccata d’ossigeno, ma hanno soltanto portato a stabilizzare la situazione, per ripartire servirebbe proprio una bella trimestrale, ma temiamo che le svalutazioni purtroppo non siano esaurite.
FINMECCANICA: titolo sul quale dall’estate scorsa si è scatenata una ondata speculativa che ne ha abbattuto le quotazioni. Il corposo rimbalzo partito nella seconda metà del mese di dicembre aveva forse illuso che a breve si sarebbe rivisto perlomeno il livello dei 5 euro, soprattutto dopo l’arrivo di una mega commessa da Israele, ma non è andata così, anzi! Ed ora ci troviamo di nuovo intorno a quota 3,5 euro che non sembra valorizzare appieno il titolo, ma … stiamo a vedere la trimestrale.
Il giorno seguente sarà la volta di:
BANCA MPS: sembra proprio una rivoluzione quella ai vertici del Gruppo, ma il rischio che ciò che oggi esce dalla porta domani possa rientrare dalla finestra è concreto, e non solo, se si è resa necessaria una “rivoluzione” significa che la situazione doveva essere davvero molto grave. Nel mese in corso il titolo ha mostrato una debolezza che è andata aumentando con il passare dei giorni, auspicabilmente si spera che la comunicazione dei dati di bilancio dia nuovo slancio alle quotazioni, anche se, obiettivamente, ciò non sarà facile.
Giovedì 29 sarà la volta di:
TELECOM ITALIA SPA: il comparto telefonico è andato in controtendenza rispetto all’indice principale, ha avuto infatti un risveglio proprio in questo ultimo mese. Il titolo dell’ex monopolista è tornato proprio in quest’ultima settimana sopra quota 90 centesimi, l’ultima volta che era accaduto, nello scorso mese di ottobre, l’euforia era durata poco, le quotazioni infatti erano immediatamente ridiscese. Ora, però, il trend rialzista sembra più “stabile” e non “improvvisato”. L’azienda attualmente, però, è coinvolta nella brutta storia della false sim e, seppur per atto dovuto, rientra nel registro degli indagati anche l’AD Patuano (che comunque non aveva questo ruolo al tempo in cui si sarebbero verificati gli abusi). All’azienda vengono contestati profitti “ingiusti” per 230 milioni di euro, quindi non proprio una cifra da poco e la faccenda potrebbe avere ripercussioni pesanti anche sulle quotazioni del titolo.
Si conclude venerdì 30 con:
BUZZI UNICEM: il miglior titolo del 2012 (esclusi i tre bancari), da inizio anno, infatti, il guadagno sfiora il 40% e le quotazioni sono tornate sopra il livello psicologico dei 9 euro. Il comparto si sta ben comportando in tutta Europa e le attese sono per una buona trimestrale. Al momento ogni storno o presa di beneficio è stata interpretata dal mercato come un’opportunità di acquisto, vedremo allora se questo trend decisamente positivo potrà ulteriormente continuare.
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