La Scozia vuole l’indipendenza senza compromessi - di Andrea Perrone

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1329497975.jpgIl Regno Unito dovrebbe sostenere una domanda per la “corsia preferenziale” di una Scozia indipendente  per l’adesione all’Unione europea, secondo un rapporto pubblicato il primo maggio scorso dagli eurodeputati. La Gran Bretagna naturalmente non approva l’eventuale secessione della Scozia che potrebbe essere sancita nel settembre del 2014 con un regolare referendum. Il Regno Unito dovrebbe infatti compilare una domanda di una “corsia preferenziale” per un’eventuale Scozia indipendente che volesse aderire all’Unione europea. La secessione del Paese del Nord Europa porterebbe ad una perdita anche della appartenenza all’Ue ed Edimburgo non farebbe nemmeno parte automaticamente della moneta unica.
Ma un rapporto, redatto dai parlamentari della Camera dei Comuni presso la Commissione Affari Esteri britannica, ha messo in guardia Edimburgo per il fatto che l’eventuale adesione della Scozia all’Unione europea potrebbe costituire una questione molto complicata. Del resto gli eurocrati come i britannici temono una separazione della Scozia dalla Gran Bretagna per tanti motivi soprattutto economici ed energetici. “La Scozia potrebbe ancora trovarsi in competizione con una serie di agende politiche europee che renderebbe il suo cammino verso l’Ue tutt’altro che semplice o automatico”, sono stati i commenti. Un modo come un altro per mettere il bastone tra le ruote agli indipendentisti. Ma i nazionalisti non cedono. A guidare la campagna referendaria per la secessione è proprio il governo del Partito nazionalista scozzese. I conservatori, i laburisti e libdem sono tutti favorevoli ad una campagna per l’astensione dal voto, affinché la consultazione popolare non raggiunga il quorum necessario per invalidare la consultazione. Per questo è evidente che i ricatti non mancano. Da Londra e da Bruxelles infatti gli eurocrati sono preoccupati della libera scelta del popolo scozzese e quindi amplificano le difficoltà che potrebbero intercorrere qualora la Scozia diventasse totalmente indipendente a tutti i livelli. Dal canto suo il primo ministro scozzese, il nazionalista e indipendentista Alex Salmond (nella foto), ha precisato che non vuole adottare l’euro ma mantenere la sterlina, nonostante il fatto che l’impegno di aderire alla moneta unica costituisca in tutti i Trattati Ue un presupposto per la piena adesione all’Unione europea.
Allo stesso tempo la Scozia con un settore molto ampio nella pesca ha affermato di essere uno dei maggiori pretendenti dei fondi strutturali dell’Unione europea nel Regno Unito. In più il governo di Edimburgo sarebbe propenso a cercare le proprie esenzioni specifiche e il cosiddetto opting out, ovvero una clausola di esenzione rispetto al blocco dei Ventotto. C’è già stata confusione sul fatto se la Scozia avrebbe dovuto negoziare il suo trattato di adesione con il resto dell’Ue. Anche se i ministri scozzesi hanno sostenuto che questa sarebbe una formalità, hanno tuttavia ammesso di non aver chiesto un parere legale. In risposta alle interrogazioni degli eurodeputati a Strasburgo, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha osservato che “un nuovo Stato, se vuole aderire all’Ue deve chiedere di diventare membro dell’Unione europea, come ogni Stato”. Per cui ha proseguito sottolineando che l’adesione scozzese all’Ue non è una formalità poiché si sottovaluta “il disagio che esiste tra gli Stati membri Ue ... riguardo all’indipendenza della Scozia”.
È necessario inoltre sottolineare che la Scozia potrebbe chiedere di fissare gli stessi opting out della Gran Bretagna, insieme a nuove esenzioni ad hoc dopo il raggiungimento della piena indipendenza. Allo stesso tempo, però Barroso ha respinto come “un’affermazione troppo ottimista”, l’idea che possa diventare automaticamente un membro a tutti gli effetti della Nato. Un elemento questo che forse dovrebbe inorgoglire gli scozzesi, invece di preoccuparli. Per gli eurocrati comunque ogni scusa è buona per impedire al governo di Edimburgo di riscattarsi e rendersi completamente indipendente dal Regno Unito. Lo stesso Barroso ha tenuto a precisare che è indubbio che un’eventuale l’adesione della Scozia all’Ue richiederebbe una modifica del Trattato che postula il sostegno unanime di tutti i Paesi membri dell’Unione europea, tra cui la stessa Gran Bretagna.
Per tutta risposta alle posizioni assunte dalla Commissione Affari esteri del Parlamento britannico e da Bruxelles, il vice primo ministro di Edimburgo Nicola Sturgeon ha osservato che comunque vada, il governo scozzese non è alla ricerca di un nuovo accordo con l’Unione. Una risposta che ribadisce la volontà dei nazionalisti scozzesi di non cedere in nessun modo alla loro piena e totale indipendenza dal Regno Unito. ( Fonte: www.rinascita.eu)

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post