LA PROVINCIA DI PALERMO AVEVA INVESTITO 30MLN DI EURO NELLA IBS FOREX
Malgrado la crisi internazionale, una finanziaria comasca prometteva lauti guadagni a fronte di investimenti nel settore del mercato delle valute estere. Ma era tutto falso e a rimetterci sono stati oltre 1.300 ignari risparmiatori - sia privati cittadini che enti pubblici- che, a fronte di complessivi investimenti per quasi 90 milioni di euro, hanno visto andare in fumo circa 60 milioni di euro per lo più frutto dei risparmi di una vita.
Lo ha riferito oggi in una nota la Guardia di Finanza, Nucleo di polizia tributaria di Como, dando notizia dell'inchiesta coordinata dal pubblico ministero della locale Procura Massimo Astori, che ha portato stamattina a sette ordinanze di custodia cautelare (di cui 3 in carcere e 4 ai domiciliari) emesse dal Giudice per le indagini preliminari Nicoletta Cremona, nei confronti di sette responsabili della Ibs Forex spa.
Fra gli enti pubblici figura anche la Provincia Regionale di Palermo, ed è grazie a questa che sono partite le indagini contro l'agenzia Ibs Forex.
"La macchina della truffa si è inceppata - spiega in una nota la Guardia di Finanza - quando la Provincia Regionale di Palermo ha chiesto di disinvestire 15 dei 30 milioni di euro affidati alla Ibs Forex, quest'ultima, non è stata in grado di soddisfare la richiesta perchè le casse erano già state svuotate da tempo".
I reati contestati sono bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e falso in bilancio, che hanno portato la società al fallimento su richiesta del pm ed alla sua cancellazione dall'albo degli operatori finanziari ad opera della Banca d'Italia.
Secondo quanto riferito dalle Fiamme Gialle, l'inchiesta ha accertato che la cospicua rete dei promotori finanziari della Ibs Forex spa approcciava i potenziali clienti proponendo forme di investimento che avrebbero reso eccezionali guadagni, in assoluta controtendenza ai negativi andamenti del mercato del momento. Tutti gli investimenti avvenivano nel settore delle valute per il tramite esclusivo di broker esteri (uno danese, uno svizzero ed uno inglese).
Alcuni, pochi, risparmiatori nel momento in cui vedevano di aver realizzato un buon guadagno (anche se solo sulla carta), ne chiedevano l'immediata monetizzazione ed in tal caso la finanziaria, per non destare alcun sospetto, provvedeva tempestivamente.
Nella maggior parte dei casi, invece, i risparmiatori, vedendo che il proprio rendimento stava andando oltre ogni più rosea previsione (sebbene tutto falso), erano ulteriormente allettati ad investire cifre ancora maggiori senza sapere che, in realtà, non le avrebbero più riviste. I promotori inoltre, periodicamente, consegnavano agli investitori dei falsi report dai quali si poteva desumere che l'andamento dei propri investimenti era, di fatto, sempre in linea con le loro aspettative.
Il meccanismo ha incominciato a rompersi, come riportato, quando la Provincia Regionale di Palermo ha fatto una richiesta di disinvestimento parziale di 15 dei 30 milioni di euro investiti che la Ibs Forex non è stata in grado di soddisfare, poiché le proprie casse già erano state svuotate da tempo.
Le indagini, dice ancora la Finanza, hanno altresì evidenziato "la totale assenza delle forme di controllo interno della società, con gravi responsabilità del collegio sindacale che è stato interamente colpito dal provvedimento restrittivo".
Al vaglio dell'autorità giudiziaria sono ora le posizioni della rete degli oltre 110 tra promotori e procacciatori d'affari. ( Fonti varie: reuters.it/ ercole.it)