La piazza finanziaria accusa: "A Berna troppi cedimenti"

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://media.caffe.ch/media/2011/02/8832_17_medium.jpgPer i bookmaker delle piazze of shore il segreto bancario in Svizzera è ormai finito. Dalla frode fiscale all'evasione, da nomi di clienti e banche al semplice numero di conto per le richieste d'informazioni, una continua erosione del segreto dei segreti elvetici. A cui, a sentire i piu critici, l'ultima e decisiva picconata l'ha data lo stesso Consiglio federale con la decisione di qualche giorno fa di permettere la richiesta di assistenza amministrativa fiscale soltanto sulla base di un numero di conto bancario. Nel felpato mondo della finanza è scattato di nuovo l'allarme rosso: cede l'ultima trincea della segretezza. " A questo punto- si avverte- si aprono le porte allo scambio automatico d'informazioni". Si spera che il parlamento blocchi la modifica proposta del governo. Da sinistra si applaude, dal centro è dalla destra si avanzano perplessità e timori.

Se la decisione del governo verrà approvata dal parlamento, per individuare e fare accertamenti sui depositi non serviranno più il nominativo del titolare e l'indicazione sull'istituto di credito, basta soltanto il numero del conto e al limite il codice Iban. Via dunque quei paletti che sinora tenevano lontane le temibili fighing expedition, ossia le ricerche indiscriminate di informazioni, il fantasma che aleggia da qualche anno nei piani alti degli istituti di credito.

Che la mossa di governo possa servire a scongiurare una nuova iscrizione della Svizzera in qualche lista nera o grigia dell'Ocse non basta a rassicurare i banchieri. A tranquillizzarli non serve nemmeno che da Berna si precisi che la modifica riguarderà una percentuale minima di casi o che governi e autorità fiscali degli altri Paesi non ne approfitteranno. "Visto che si è già riconosciuta l'assistenza amministrativa anche per l'evasione fiscale, c'è da pensare, invece, che gli Stati sfrutteranno questa possibilità" dice un banchiere che, come d'uso nell'ambiente, chiede di restare anonimo. A confortare questa previsione c'è il fatto che molti governi si trovano con le casse vuote e con programmi lacrime e sangue per risanare i deficit pubblici, per cui hanno bisogno di capitali freschi. La caccia a quelli trasferiti all'estero è più che mai aperta. Insomma, la piazza finanziaria è nuovamente in fibrillazione. Si era pensato che con la firma di decine di convenzione sulla doppia imposizione con gli altri Paesi, con la famosa proposta del piano Rubik, ovvero la nuova tassazione del risparmio, si fosse arrivati, quanto meno, ad una tregua per il segreto bancario, il cui futuro invece, come si legge nelle opinioni in basso di politici e specialisti, appare ora più incerto che mai.

Se da sinistra si approva quella che si considera un'efficace strategia preventiva di Berna, da destra la decisione del Consiglio federale viene letta come un ulteriore cedimento. Un cedimento per di più non richiesto, dunque un segno di debolezza che potrebbe incoraggiare ulteriori pressioni dell'Ue o dell'Ocse. Tra finanzieri e fiduciari c'è chi non manca di sottolineare l'eccessivo timore nutrito dalla Svizzera verso l'Ocse: "Proprio quando gli Stati Uniti stanno valutando l'opportunità di ritirarsi da questa organizzazzine e, quindi di non versargli più il contributo di 90 milioni di di dollari all'anno, perché la giudicano del tutto inutile". ( fonte: www.caffe.ch)

Autore: Libero D'Agostino

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