La maxi-liquidazione a Guarguaglin. Un Paese impazzito, la vergogna continua
Nello stesso giorno in cui ci vengono comunicate le manovre che colpiranno sempre la stessa fascia di persone, quelle il cui danaro è nelle mani dello Stato ed affini, che può trattenere quello che vuole alla fonte e allungare al lavoratore quello che resta, ormai inadeguato al sostentamento del 90% e oltre delle famiglie italiane, assistiamo impotenti all'ennesimo sopruso con il quale i nostri soldi vengono elargiti dallo stesso Stato e pubblica funzione ai loro manager, perfino quando sono stati praticamente licenziati per infamia, per corruzione, per cospirazione contro lo stesso ente che rappresentavano.
Il gran capo di Finmeccanica, Pirt Francesco Guarguaglini, a 75 anni, viene liquidato, per impedirgli di danneggiare oltre la Finmeccanica, con ben 5 milioni e mezzo di Euro, perfino rispettando la clausola della riservatezza(!), proprio quella che ha violato costantemente.
Guarguaglini è indagato per diversi reati contro la stessa Finmeccanica, e - per buona misura - ci si appresta ad essere altrettanto generosi con la di lui moglie che è stata con la prepotenza e abuso di potere messa a capo di una controllata con altrettante prebende. Poveretti, senza la liquidazione milionaria a quell'età non avrebbero saputo di che vivere...
E nemmeno chiedono loro di pazientare per riceverli, come si è spudoratamente chiesto agli statali che vanno in pensione ai quali il loro Tfr (danaro loro accantonato) verrà corrisposto con due anni di ritardo.
In Cina li avrebbero fucilati, in America condannati a tanti di quegli anni di carcere ben oltre la loro spettanza di vita, in Italia si conferma che per un grande manager la vera sicurezza nel lavoro è che non c'è bisogno di affannarsi a ben operare, ma arraffare il possibile e quando scoperti andarsene con una bella somma di danaro pubblico.
Se Monti avesse una minima decenza, lunedì dovrebbe tacere sulle sue decisioni, urgenti o non urgenti, e spiegare all'Europa, alla Merkel, al mercato che - sorry - prima deve mettere mano a quelle sovrastrutture con le quali negli anni - indisturbato - il sistema proteggeva i suoi soli interessi, facendoci piombare in una baratro da cui per uscire e garantire loro il maltolto tutti i poveri dovranno rischiare di morir di fame per salvare una nazione che a questo punto non esiste ragione di salvare, se prima non si passa una bella livella e restituisce dignità e decenza a tutti gli oppressi.
Alla fine di questa operazione di pulizia ci si accorgerebbe che abbiamo azzerato il debito, ripianato il disavanzo, armonizzato il lavoro e il welfare tra il giubilo generale, sradicato la corruzione, tagliato le infiltrazioni mafiose, riparato il territorio e ci avanzano i soldi per rimettere in moto la locomotiva dello sviluppo, le infrastrutture compatibili col territorio e con le necessità pubbliche.
L'Italia ha già dato prova in tempi altrettanto difficili che se ha uno scopo per lottare per se stessa ci riesce, lavorando e sacrificandosi per il suo proprio obiettivo e non per mantenere i furbi che ci sono cresciuti in seno. ( Fonte: www.americaoggi.info)