La follia al potere - di Fabrizio Fiorini

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http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1361821343.jpgOramai non fa neanche più notizia, sembrano dei riempitivi per le pagine di cronaca che si ripetono, fino all’esasperazione, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Abbiamo imparato mestamente a familiarizzare con vocaboli e con concetti sempre più alla moda: in principio erano la “crisi”, la “congiuntura sfavorevole”, la “recessione internazionale”; poi sono diventati crimini violenti, ricerca nei cassonetti, morte suicida, disperazione.

Oramai è una barzelletta, che fa ridere sempre meno. La ripresa nel 2011, poi nel 2012, poi nel 2013… e anche quest’anno, finalmente, abbiamo avuto la nostra dose d’ipocrisia: la ripresa, ci dice Mario Draghi dalla Bce, una timida, quasi impercettibile ripresa, ci sarà; nel 2014.

E intanto andiamo avanti come si può. Gli ultimi dati Istat sono impietosi: nell’ultimo triennio sono stati perduti un milione di posti di lavoro, un vero e proprio salasso che è andato a esasperare la già non rosea situazione del 2010. L’Associazione delle piccole imprese rincara la dose: negli ultimi due anni hanno chiuso in media 136 esercizi commerciali al giorno. Ciliegina sulla torta di questo inferno statistico: più della metà degli italiani sotto i quarant’anni si dichiara pronta a espatriare per cercare lavoro.

Dalle statistiche alla cronache: in Romagna, ad esempio, terra un tempo prospera e operosa, fonti delle forze dell’ordine hanno esplicitamente parlato di una diffusione capillare di furti di generi alimentari, attrezzi agricoli, addirittura di vestiti lasciati ad asciugare all’aperto.

Ma l'mergenza non la vede nessuno. Né le autorità locali, che continuano a piangere per la mancanza di fondi accusando lo Stato centrale, ne quelle nazionali, che non muovono foglia senza che Bruxelles non voglia. Tutto passerà, nel 2014 però.

Per fortuna, c’è chi si muove: qualche imprenditore e qualche politicante che fa la sua ramanzina quotidiana ai giovani che non hanno più voglia di fare gavetta non manca mai. E anche il Ministero del lavoro si dimostra all’altezza della situazione, autorizzando, per il 2013, l’ingresso di altri 10.000 cittadini extracomunitari per “formazione professionale, tirocini e orientamento”: ergo, per importare nuovi schiavi; per dare un’ulteriore spinta all’indietro a una nazione che si avvicina sempre di più all’orlo del baratro.

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