La Fiom è pronta allo sciopero Marchionne: solo un fatto tecnico
La Fiom si dice pronta anche allo sciopero generale della categoria contro la decisione della Fiat di disdire gli accordi sindacali dal primo gennaio, per realizzare un nuovo contratto che ricalchi l'accordo di Pomigliano. Intanto proclama due ore di sciopero per le assemblee in tutti gli stabilimenti del Lingotto. In serata parla l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne: «La lettera inviata l'altro ieri ha un aspetto esclusivamente tecnico in quanto altro non è che la disdetta formale degli accordi in vigore, alcuni dei quali risalenti agli anni Settanta», afferma e garantisce che l'azienda s'impegna «a definire il più presto possibile con le organizzazioni sindacali accordi più moderni» in grado «di assicurare la flessibilità e la governabilità degli stabilimenti» e «condizioni di lavoro migliori e adeguati trattamenti economici».
Gli stabilimenti dell'auto, assicura inoltre Marchionne, ad eccezione di Termini Imerese (che a giorni chiuderà) «avranno una precisa missione con nuovi prodotti e, non avendo ridotto la nostra forza lavoro nel momento peggiore della crisi, non intendiamo farlo ora che stiamo lavorando alla realizzazione delle condizioni per crescere nel futuro». Quella della disdetta «è una questione delicata che va trattata con grande attenzione», afferma il neo-ministro del Welfare, Elsa Fornero.
La Fiom non ci sta e, spiega il leader Maurizio Landini, valuterà l'iniziativa anche della mobilitazione generale («Non escludiamo nulla», dice) al Comitato centrale convocato per martedì 29. Mentre, riferisce, il Lingotto sta annunciando la disdetta dei contratti anche alle aziende di Fiat Industrial.
A giorni, dunque, partirà il confronto della Fiat con i sindacati; possibile la prossima settimana. Disponibili ad aprire subito un tavolo per il contratto auto si sono dette Cisl, Uil, Ugl, insieme alle sigle di categoria Fim, Uil, Uglm e con loro la Fismic, che hanno inviato una lettera a Torino con la richiesta di un incontro urgente. Invece per il leader della Cgil, Susanna Camusso, la Fiat «continua a tentare di scaricare sui lavoratori le conseguenze delle sue non scelte. Credo sia giusto che la categoria decida innanzitutto di fare le assemblee, e decida di farlo con lo sciopero» e a Cisl e Uil dice: «Un grande sindacato confederale non può mai accettare un'azienda che decida di escludere altri sindacati». «Faremo un contratto nazionale dell'auto», afferma il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Parla di «una decisione coerente con la scelta di dar vita ad un nuovo contratto che rilanci l'industria dell'auto» anche il numero uno della Uil, Luigi Angeletti.
La Fiom non ha firmato l'accordo di Pomigliano e «non firmerà mai un accordo che cancella il contratto nazionale di lavoro, i diritti e le tutele dei lavoratori e che cancella un sindacato», assicura Landini, condividendo le parole di Camusso che sulle parole di Marchionne aggiunge: «Mi viene un po' il sospetto che ci sia anche un meccanismo ad orologeria che la Fiat utilizza sistematicamente: ogni volta che si parla di confronto getta una miccia per incendiare tutto». «Insieme si valuteranno le iniziative», al tavolo con la Fiat «andiamo», assicura poi Landini, il problema è che con l'azienda «non è mai stato possibile contrattare per nessuno». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)