" La decrescita e altre idee radical chic per vivere felici" di Stefano Casertano
Alla fine, devo ammettere che mi hanno convinto. Imbevuto e corrotto com'ero dai testi dell'economia classica, pensavo che lo sviluppo e l'espressione economica fossero l'ideale ultimo delle società in salute.
Ma mi sbagliavo! Quella mia era tutta robaccia Novecentesca! Insomma, è vero: abbiamo ora l'assistenza ospedaliera per tutti, ma il gioco vale la candela?
Certo che no! La soluzione si chiama decrescita! Se torniamo alla società agraria saremo tutti più felici, svegliandoci al canto del gallo per coltivare gli orti sul tetto di casa, vestiti con le buste di plastica!
Ma questa decrescita mi ha convinto così tanto, che vorrei andare oltre. Diventare più povero, per me, non è abbastanza. Ecco una lista di nuove iniziative!
- La dealfabetizzazione. Insegnare a leggere e scrivere a milioni di contadini e sottoproletari urbani negli ultimi cento anni è stato un crimine. Adesso hanno scoperto il mondo e sono insoddisfatti. Facciamo in modo che tutti tornino ignoranti!
- Il ritorno alla palafitta. Questa mi è venuta in mente a Roma qualche giorno fa. Potremmo anche ricavare degli open space nelle Grotte di Pastena.
- L'autovandalismo. Basta con questi simboli del decadimento borghese come la casa e la macchina! Prendete i sanpietrini e scagliateli contro le finestre del vostro soggiorno! Date fuoco alla Punto, come gli avanguardisti decrescisti di Piazza San Giovanni!
- Il ritorno al 1848. Ammettiamolo: tutta questa storia delle rivoluzioni industriali non ci è riuscita granchè. Dopo esserci fatti il mazzo abbiamo Berlusconi al governo e la nostra azienda di punta ha prodotto la Multipla. Riportiamo indietro le lancette temporali! Se non l'avete ancora incendiata, potete sostituire la Punto con un calesse!
- La denutrizione. Mangiare poco costa meno e dovrebbe rendere più felici. In Korea del Nord si mangia pochissimo e la gente è contenta. Guardate il leader eterno Kim-il-Sung: non mangia da anni e sorride sempre. Sì, è vero: è imbalsamato. Ma non c'è vera decrescita senza qualche sacrificio. ( Fonte: www.linkiesta.it)