La crisi del sindacalismo italiano
E' stato un Primo Maggio di divisioni. La Festa dei lavoratori ha visto le tre maggiori centrali sindacali del nostro Paese divise, dopo gli accordi "separati" siglati da Cisl e Uil con la Fiat e le iniziative di lotta promosse dalla Cgil, con una crescente marginalizzazione del ruolo sindacale in Italia. E ad aggiungere divisioni e polemiche quest'anno ci ha pensato anche la nuova "provocazione" del sindaco di Firenze, il Pd Matteo Renzi.
Infatti Renzi ha deliberato l'apertura dei negozi il Primo Maggio, per incentivare i consumi e, per questa via, sostenere la produzione e, in ultima istanza, l'occupazione. Una proposta di buon senso, di riformismo socialdemocratico (da un politico di estrazione cattolica!), per sostenere ad un tempo, senza inferiorità acritica alle esigenze del mercato, le ragioni dell'impresa e quelle del lavoro. Ma il buon riformismo in Italia è sovente incompreso e così la proposta di Renzi è finita nel mirino di Susanna Camusso, leader della Cgil. «Nell'idea di Renzi di aprire i negozi del centro storico il Primo Maggio – ha tuonato la Camusso – ci sono degli elementi di provocazione e ricerca della visibilità, ma al fondo c'è davvero un'idea sbagliata che continua a evidenziarsi spesso nelle politiche delle amministrazioni (...) in qualche occasione nei toni del sindaco di Firenze abbiamo notato una volontà dissacratoria che devo dire sarebbe bene che usasse per altro, perché di dissacratori del lavoro ne abbiamo fin troppi».
Una risposta del "sindacalismo del no", a cui si è subito contrapposta la posizione del segretario della Cisl Bonanni, che, però, è sembrata quasi un sostegno "a prescindere", pur di attaccare la Cgil. E così, il sindacalismo italiano continua ad arretrare, invece di tentare, nell'interesse dei lavoratori, dei giovani disoccupati e dei pensionati, di ricucire un filo di discussione per una nuova unità d'azione, definendo regole per rappresentanza e rappresentatività, contrattazione collettiva, diritti per i nuovi lavori e democrazia economica ed industriale. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Maurizio Ballistreri