" La Bce? Governa l’eurozona pensando solo alla Germania " di Antonio Rizzo

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.ilfuturista.it/images/resized/images/stories/economia/bce_200_200.jpgLa politica monetaria europea e quella delle principali banche centrali occidentali non sono mai state così diverse. Mentre Stati Uniti, Giappone ed Inghilterra sono preoccupate per la crescita e continuano ad immettere liquidità sul mercato e mantenere i tassi ai minimi storici la BCE tenta di dare un freno all’inflazione aumentando i tassi d’interesse dello 0,25% e lasciando intendere che lo farà di nuovo entro giugno. Negli ultimi due anni la Banca Centrale americana ha aumentato la quantità di dollari in circolazione del 120%.

 

E lo stesso dicasi per la Banca d’Inghilterra e la Banca del Giappone con le rispettive valute, la base monetaria europea è invece aumentata solo (si fa per dire) del 35%. Di fronte a questo tsunami di carta moneta i prezzi dei beni reali e delle materie prime non potevano che salire, per avere dei riferimenti storici occorre ricordare che la banca centrale americana durante la guerra del Vietnam aumentò la quantità totale dei dollari in circolazione del 34% e provocò un aumento dell’inflazione al 12,94% per rientrare dagli effetti inflazionistici gli USA dovettero alzare i tassi d’interesse fino al 20% nel 1980. Il problema non è quindi se la Banca Centrale Europea alzerà i tassi ma fino a quanto sarà disposta ad alzarli in assenza di un’analoga politica degli altri paesi.

 

I banchieri centrali del vecchio continente sembrano essersi dimenticati che in un mercato globale un rialzo solitario può provocare soltanto un apprezzamento della valuta (cosa puntualmente accaduta all’euro) ed un rallentamento dell’economia (cosa che accadrà nella seconda metà del 2011). Ancora una volta la sensazione è che la BCE governi l’eurozona pensando solo alla Germania dove l’economia cresce al 3% ed è fortemente sentita la necessità di diminuire i consumi e gli investimenti per evitare un surriscaldamento.

 

Sarebbe ora che i governi dei paesi periferici dell’eurozona ponessero un problema sulle modalità di governo dei tassi utilizzate dalla Banca Centrale e prevenissero una corsa verso la stagflazione dei paesi più deboli. L’Italia ha, per ora, le carte in regola per farlo se Tremonti non fosse troppo impegnato a seguire in aula il dibattito sul processo breve. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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