L`Irlanda e la terapia della Troika -
A metà dicembre l’Irlanda si sarà presumibilmente liberata dalle catene del rigore imposto dalla “troika” Fmi-Bce-Ue.
La notizia - non di poco conto visto che riguarda uno degli Stati nazionali sia dell’Unione europea che della zona euro già dipinto come uno dei “pigs” da curare con le terapie lacrime e sangue dei monetaristi che dominano l’Occidente – benché ufficiale è stata debitamente oscurata da tutti i mezzi di (dis)informazione italiani.
Riassumiamo noi. Il primo ministro irlandese Enda Kenny ha dichiarato l’altro giorno che il suo popolo uscirà, a metà dicembre, dallo stato di sottomissione al “piano di aiuto” sottoscritto nel 2010 con i tre istituti della terapia del rigore in cambio di un finanziamento (a usura) di 85 miliardi di euro.
L’annuncio è stato reso davanti ai quadri del suo partito governativo di centrodestra il Fine Gael. Qui Enda Kerry ha anche esplicitamente sottolineato che – seppure “resti ancora della strada da fare” – che così potranno essere “ristabilite l’indipendenza e la sovranità” della sua Nazione.
Ma quali sono stati i costi della terapia monetarista, riuscita matematicamente a ridurre dal 14 (2011) al 5% (2013) il rapporto tra pil e deficit pubblico?
Un generale stato di stagnazione dell’economia, maggiore disoccupazione, tagli ai servizi sociali.
L’Irlanda di questo “nuovo corso”, presentata a Bruxelles, Francoforte e New York, come il fiore all’occhiello sulla “riuscita” della medicina di progressivo strangolamento economico, non è certo per il popolo irlandese un granché di bello.
Certo – come dichiarato da Gerry Adams, del Sinn Fein (all’opposizione) – le banche collassate sono state generosamente salvate dalla Bce… ma la fuga delle grandi compagnie multinazionali una volta creatrici di lavoro e ricchezza ha prodotto l’altra faccia della moneta, con un progressivo incremento della tassazione delle famiglie (un altro 3,5-4% è in rapido arrivo), la perdita del potere d’acquisto delle famiglie, la crisi dei mutui con paralleli sfratti, con una disoccupazione per 415 mila lavoratori e 300 mila cittadini forzati all’emigrazione in questi anni di strangolamento economico. Pochi?
Gli abitanti dell’Irlanda, compresi gli immigrati con permesso di soggiorno, gli anziani e i bebè, sono poco più di 4.500.000. E 715 mila hanno perso il lavoro o sono dovuti andare a cercarlo oltre frontiera… - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22520#sthash.M8tTRhzU.dpuf
di: l.m.
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