L'industria del riciclaggio vale in Italia oltre il 10% del prodotto interno lordo

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.anti-phishing.it/wp-content/uploads/2009/04/riciclaggio-300x213.gifL'industria del riciclaggio vale in Italia oltre il 10% del Pil. Un dato doppio rispetto alla media mondiale e crescente «in funzione dell'apertura internazionale dei mercati e del ricorrere delle crisi economiche». L'allarme è stato lanciato dal vice direttore generale della Banca d'Italia, Anna Maria Tarantola, secondo cui «si tratta di flussi di denaro illecito che assumono rilevanza anche sul piano macroeconomico e sono suscettibili di generare gravi distorsioni nell'economia legale, alterando le condizioni di concorrenza, il corretto funzionamento dei mercati e i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse, con riflessi, in definitiva, sulla stessa stabilità ed efficienza del sistema economico».

Per questo, in un intervento presso la Scuola superiore dell'economia e delle finanze, l'alto dirigente di Palazzo Koch, ha definito la lotta al riciclaggio «una sfida continua per il Paese», in cui «tutti i cittadini, al pari degli intermediari e delle istituzioni, devono sentirsi coinvolti».

A confortare nella battaglia ci sono i dati dell'azione condotta congiuntamente dalla Vigilanza e dall'Uif che nei poco più di tre anni passati dall'introduzione nel nostro ordinamento della direttiva antiriciclaggio ha prodotto risultati di rilievo. Le segnalazioni di operazioni sospette, circa 12.500 nel 2007, si sono triplicate, divenendo oltre 37.000 nel 2010. Il trend di crescita risulta in notevole accelerazione: +16% nel 2008, +44% nel 2009, +77% nel 2010. E tuttavia, sottolinea Tarantola, «non può considerarsi soddisfacente il fatto che l'aumento delle segnalazioni sia dovuto quasi esclusivamente agli intermediari bancari e finanziari e alle Poste. Dai professionisti e dagli altri operatori, sono pervenute, nel 2010, solo 223 segnalazioni (erano 136 nel 2009 e 173 nel 2008), di cui un terzo dai dottori commercialisti, ragionieri e periti commerciali, circa un quinto dai notai».

Le segnalazioni hanno prodotto «risultati investigativi rilevanti»: le anticipazioni sul 2010 fornite dal Comandante Generale della Guardia di Finanza evidenziano che nel corso dell'anno sono state circa 4.700 le segnalazioni confluite in procedimenti penali aperti presso le procure della Repubblica competenti o che hanno permesso di attivare nuovi procedimenti penali per casi di riciclaggio, usura, estorsione, abusivismo finanziario, frode fiscale e truffa. Dati più completi, riferiti al 2009, indicano che in quell'anno oltre 11.000 segnalazioni sulle 18.800 trasmesse dalla Uif alla Guardia di Finanza sono state ritenute meritevoli di approfondimenti investigativi.(b.a.)

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post