" “L’euro è brutto”: la nostalgia canaglia di Silvio " di Jacopo Tondelli
“L’euro come moneta non ha convinto nessuno”. La nostra moneta unica compie tra poco dieci anni secchi, ma a Silvio Berlusconi ancora non va giù. E oggi il Presidente del Consiglio si fa prendere la mano. E spara a zero. I concetti espressi son tanti, un po’ alla rinfusa: speculazione, attacco all’Italia, titoli di debito, titoli di stato. Il succo del discorso odierno è: “Attaccano noi, ma è colpa dell’euro”. Neanche a dirlo, nel merito il concetto è fragilissimo.
Domani, o già oggi, sentiremo dure reprimende moral-politiche a un Premier che ci fa fare altre figuracce. Va bene. Ok. Mi piace però guardarlo, ogni tanto, con un altro occhio: e tenere in conto che come tutti gli anziani Berlusconi è mosso dalla nostalgia.
Facciamo un esercizio veloce. Cos’è stata la lira per Berlusconi?
Milano 2; il Milan; Veronica; i figli piccoli e poi che crescevano adorando papà; le serate con Craxi; le ragazze; la discesa in campo trionfale; la risalita mentre tutti lo davano per morto; il divertimento di stare all’opposizione mentre Prodi metteva tasse e tirava la cinghia; e prima di tutto: le televisioni “inventate” nell’era della televisione.
E l’euro, cos’è stato per lui? Otto anni di rotture di scatole da Presidente del Consiglio su dieci disponibili; il processo Mills; il Processo Ruby; la vecchiaia che avanza, le ragazze che ti sfottono anche se ti si offrono; le telefonate che ti dicono tutto; il declino della vita e della politica; i 560 milioni (di euro) dati all’ultimo cui avrebbe avuto voglia di darli, Carlo De Benedetti; le televisioni che arrancano nell’era di internet.
Insomma, era uno sfogo personale, quello del Cavaliere, per sfortunata coincidenza caduto nel giorno in cui La Banca Centrale Europea ha smesso di comprare i nostri titoli di stato. La metta giù così e scelga meglio il giorno, la prossima volta, e mi troverà tra i difensori del suo diritto ad avere nostalgia. ( Fonte: www.linkiesta.it)