L’Algeria non vuole rinunciare allo shale gas

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201202/shale_gas.jpgLo sviluppo di idrocarburi non convenzionali, in particolare di shale gas, potrebbe essere preso in seria considerazione da parte del governo dell’Algeria, nonostante i dubbi finanziari ed ambientali legati a tali fonti di energia. A spiegarlo è stato ieri un dirigente del ministero dell’Energia e delle Miniere del Paese nordafricano, Ali Hached, che ha sottolineato all’agenzia France Presse come il gruppo petrolifero pubblico Sonatrach abbia già firmato accordi con partner stranieri per esplorare il potenziale di gas intrappolato nel sottosuolo algerino. 

I primi sondaggi sperimentali dovrebbero essere effettuati entro la fine dell’anno in corso, e potrebbero vedere protagonista l’italiana Eni, che nell’aprile del 2011 aveva siglato un accordo proprio per affiancare la Sonatrach nell’esplorazione del gas da scisto. Un unico tentativo è già stato concluso, ed ha riguardato l’olandese Royal Dutch Shell, che ha forato il terreno nel bacino di Ahnet, nella regione sud-occidentale del Paese.

Il ministero ha in ogni caso riconosciuto i rischi ambientali, e ammesso i grandi investimenti necessari per sostenere le esplorazioni. Il governo, tuttavia, sembra più attratto dalle riserve, che sono state stimate in 600 mila miliardi di metri cubi (con un tasso di recupero potenziale del 20%). 

Va detto però che anche in altri Stati si era partiti con ipotesi eccezionali, salvo poi essere costretti a ridimensionare fortissimamente le stime: il caso della Polonia, dove anche alcuni colossi del settore hanno deciso di abbandonare le esplorazioni, è in questo senso emblematico. ( Fonte: www.valori.it)

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