Kenya, le Ong internazionali denunciano intimidazioni ai manifestanti
Alcuni manifestanti che protestavano pacificamente contro la corruzione del sistema politico kenyota sono stati intimiditi, minacciati e aggrediti: e gli osservatori internazionali esortano le autorità del Paese africano a intervenire.
La corruzione, in Kenya, è un vero e proprio male endemico.
Nel suo rapporto relativo al 2010, Transparency International l'ha collocato in fondo alla classifica globale dei Paesi meno corrotti: al 154° posto su 178.
Di recente il mondo politico è stato scosso dall'ennesimo scandalo legato ad alcuni fondi, pari a oltre 54 milioni di dollari, che sarebbero stati destinati a un programma di supporto per l'educazione ma, di fatto, sono svaniti.
Il 23 e il 29 giugno alcuni attivisti erano impegnati in un sit-in davanti al ministero dell'Educazione, ma sono stati attaccati da persone non identificate. Episodio che si è ripetuto il 4 luglio. I manifestanti si sono recati alla stazione di polizia più vicina, ma si sono visti negare ripetutamente la possibilità di fare denuncia. E anche in seguito sono arrivate nuove minacce.
Gli episodi di aggressione sono stati documentati, diffusi via Internet e segnalati alle Ong internazionali. E ha espresso la propria voce l'UNCAC Coalition, unione di Ong (che comprende Transparency International, Greenpeace e Amnesty) che si batte per l'applicazione della Convenzione ONU contro la corruzione (United Nations Convention Against Corruption).
Due degli aggressori sono già stati arrestati, ma secondo gli osservatori non basta: le autorità del Paese dovrebbero promuovere un'indagine approfondita e garantire l'incolumità degli attivisti. E, più in generale, ascoltare le loro proteste e tentare, finalmente, di sradicare la corruzione dilagante. Cosa che sarebbe richiesta dalla Convenzione ONU anti corruzione e da una parallela convenzione a livello africano, che il Kenya è stato fra i primi a ratificare. ( Fonte: www.valori.it)