Kabul Bank, arrivano i primi arresti
A un anno dall'esplosione del caso di Kabul Bank arrivano anche i primi arresti. Le autorità afghane, riporta il Wall Street Journal, giovedì hanno dichiarato di aver trattenuto l'ex CEO Khalil Ferozi e l'ex presidente Sherkhan Farnood.
Sono ancora pesanti le ombre che si addensano sulle travagliate vicende del principale istituto di credito del Paese. Ad affossare i suoi bilanci, con perdite stimate fra i 600 e i 900 milioni di dollari, è stata una serie di operazioni immobiliari fallimentari condotte a Dubai.
Una volta emerso lo scandalo, si è puntato il dito tanto sui regolatori nazionali quanto sui consulenti inviati dagli Stati Uniti, ma il denominatore comune sembra essere sempre lo stesso: sono mancati i controlli che avrebbero potuto – quantomeno – arginare i danni. Ora la banca è in amministrazione controllata e per il via libera alla liquidazione dovrebbe essere solo questione di mesi. Presto, inoltre, il presidente afghano Hamid Karzai dovrebbe fare il nome del nuovo governatore.
Al momento non sono ancora state rese note le accuse nei confronti di Ferozi e Farnood. Ma è probabile che tale manovra desti la perplessità delle autorità occidentali. Sembra infatti che a far precipitare la salute finanziaria dell'istituto siano stati episodi di corruzione da parte di altri influenti investitori, che attualmente sono ancora a piede libero. E, a proposito, si fa il nome di personaggi esposti a livello politico: come Mahmood Karzai e Haseed Fahim, fratelli rispettivamente del presidente e del vice presidente in carica dello Stato asiatico.
Entrambi hanno negato ogni addebito. ( Fonte: www.valori.it)