John Pierpont Morgan: il pioniere della finanza
John Pierpont Morgan fu un famoso e potente banchiere statunitense che con alcune imponenti operazioni finanziarie alla Borsa di New York condizionò il mercato, arrivando a salvare il governo due volte. Fondatore di JP Morgan, fu capace in soli 20 minuti di raccogliere 25 milioni di dollari evitando la chiusura dello Stock exchange.
Nato il 17 aprile del 1837 ad Hartford, nel Connecticut, figlio del finanziere Junius Spencer Morgan, frequentò l'Università in Germania, a Gottingen, dove si laureò nel 1856 e l'anno successivo iniziò la carriera nella filiale londinese della banca paterna.
Tornato negli Stati Uniti nel 1871, diventa partner della Drexel, Morgan & Company, che nel 1895 adotta il nome definitivo di JP Morgan & Co. che diverrà una delle banche più importanti del mondo.
A 35 anni JP Morgan era a capo di un impero economico le cui finanze superavano il bilancio degli Stati Uniti. E' nel dopoguerra civile che inizia a comprare società in difficoltà e soprattutto imprese ferroviarie, ebbe così il controllo di importanti linee ferroviarie.
Finanziò insieme ad altre sette aziende del settore la multinazionale dell'acciaio U.S. Steel costituendo un vero impero dell'acciaio, uno dei più grandi conglomerati industriali del mondo.
In diverse occasioni JP Morgan aiutò anche il governo. Nel 1893 gli Stati Uniti vivono una grande crisi economica, che a causa di discutibili politiche monetarie mettere a rischio la riserva aurea del Tesoro degli Stati Uniti. JP Morgan presta il proprio aiuto al Dipartimento del Tesoro in un'operazione di soccorso sostituendosi all'attuale ruolo di banca centrale.
Nel 1907 scoppia il panico a causa del fallimento di un tentativo di speculazione delle azioni della "United Copper Company" che porta le banche regionali a prelevare le proprie riserve dalle banche di New York, e successivamente molte persone a fare lo stesso nelle banche locali.
In poche settimane l’economia statunitense si trova quasi al collasso. JP Morgan decide di impegnare personalmente ingenti capitali in aggiunta a quelli di altri banchieri che lui stesso convince, bloccando la crisi con i capitali necessari al funzionamento del sistema finanziario.
Nel 1912 per una serie di coincidenze non riuscì a salire a bordo del Titanic dove gli era stata riservata la migliore suite di bordo.
Fu un appassionato collezionista d'arte che lo portò a fondare una biblioteca e numerose istituzioni benefiche. Morì a Roma il 31 marzo 1913. Alla sua morte, fece donare tutto il suo patrimonio artistico al Metropolitan Museum di New York.
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