" Italia vs Svizzera " di Piero Bassetti
Il secondo tempo della partita Italia-Svizzera inizia adesso. Il cambiamento dell’amministrazione a Milano permette un approccio ben diverso alle questioni in sospeso tra Italia e Svizzera. Milano e il Ticino, qui e oggi, saranno in grado di mettere da parte, le divergenze, reali e immaginarie, proposte a piene mani dai media in tempi recenti? Ne sono convinto.
In campo, infatti, è scesa la nuova amministrazione di Milano, guidata dal neosindaco Giuliano Pisapia. Si tratta di un'amministrazione espressione di una coalizione di forze nuove, ben diversa da quella che l'ha preceduta. Se l'amministrazione Moratti rappresentava in pieno l'establishment di una Milano tutto sommato provinciale - "da governare come un condominio" ero lo slogan di moda - la nuova amministrazione si pone degli obiettivi e dei metodi di raggiungimento di questi obiettivi riassumibili nel termine "glocal". Glocal vuol dire globale e nello stesso tempo locale, il che significa che Milano d'ora in poi tratterà problematiche e rapporti con un occhio alla globalità delle reti e con l'altro ai nodi locali concreti funzionali e funzionanti sul territorio.
Ma che cosa può modificare un approccio simile nelle relazioni tra la capitale lombarda e il Ticino, e di riflesso la Svizzera? Da una parte si insisterà maggiormente sull'importanza della trasversale alpina Alptransit il che consentirà, ad esempio, all'export svizzero di ritagliarsi un ruolo importante sulla fondamentale via che conduce al Mediterraneo, mare centrale più che mai visti i suoi rinnovati allacciamenti con le "capitali globali" a oriente e a occidente. Dall'altra parte la milanese Expo 2015 sarà più accessibile agli svizzeri e ai ticinesi: un turismo di massa ma soprattutto di qualità potrà in questo modo riversarsi in Ticino non dimenticando che il tema dell'Expo, nutrire il mondo, tema tradizionalmente caro a Milano e al suo hinterland agricolo-alimentare, può essere facilmente esteso proprio alle eccellenze alimentari svizzere. Questi due esempi di "sprovincializzazione" di Milano dovranno però essere accolti positivamente in Ticino e in Svizzera, nel senso di una pari apertura e disponibilità verso problematiche da affrontare in comune: i muri alti quattro metri al confine di Chiasso o la minaccia di bloccare i ristorni dei frontalieri italiani sono proposte e strategie di un tempo che fu. Se col nuovo sindaco di Milano si potrà parlare meglio e con cognizione di causa delle problematiche comuni, sarebbe pure opportuno gettare alcuni ponti, più che altro culturali ma che potrebbero rivelarsi efficaci anche in un'ottica di sempre maggiore collaborazione economica, sulle due sponde italiche. Perché non cominciare allora a giovarsi concretamente dello spazio italico glocale, uno spazio che comprende ben 250 milioni di italici sparsi nel mondo con le loro predilezioni e i loro interessi messi in comune?
In definitiva, se Milano d'ora in poi avanzerà proposte sempre meno provinciali - proposte che saranno fatte con cognizione di causa anche al Ticino e alla Svizzera - anche da parte ticinese sarà opportuno abbandonare rivendicazioni dal sapore di chiusura adeguandosi a un cambio di passo della metropoli che non potrà che portare del bene e dei vantaggi a una realtà culturale ed economica dai tanti punti di forza, come è indubbiamente quella svizzera-ticinese. Da più di un decennio dirigo l'associazione Globus et Locus, un'associazione che riunisce istituzioni italiane e svizzere (in concreto: Regioni, Fondazioni, Università e Camere di Commercio del Nord Italia e la Città di Lugano), e oggi più che mai ritengo che gli ideali glocali di quest'associazione che non a caso è anche transfrontaliera possano dar corpo e sostanza a relazioni politiche, culturali ed economiche eccellenti e di mutuo vantaggio sia per l'Italia sia per la Svizzera. Mi auguro pertanto che la sfida glocale sia raccolta e accolta con serietà e disponibilità dagli amici ticinesi, ai quali la nuova Milano propone il secondo tempo di una partita vincente.
( Fonte: www.caffe.ch)